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Fondi terremoto
Acceso botta e risposta
tra Silla e Bongiovanni

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L’interpellanza della Lega Nord, ieri sera in consiglio, è stata esaurito presto: i consiglieri Filippo Bongiovanni e Matteo Mantovani (Alberto Contini era assente per motivi di lavoro) hanno presentato, a nome dei commercianti del tratto finale di via Cairoli, confinante con la piazza, una richiesta di sistemazione del punto luce, “spento da mesi” come si legge nel documento.

“In realtà” ha ribattuto l’assessore ai Lavori Pubblici Tiziano Ronda “il punto luce non esiste in zona dal 1987, dunque non si tratta di un problema passeggero, ma duraturo. Le luci sono diminuite nel corso degli anni anche perché diversi esercizi commerciali hanno cessato l’attività, così come va detto che il palazzo della farmacia Zanelli è tutelato dalla Sovrintendenza dei Beni Culturali ed è difficile apportare modifiche. Comunque cogliamo lo spirito dell’interpellanza per provare a migliorare la situazione: in comune non sono arrivate segnalazioni, ma sappiamo che qualche commerciante ha segnalato il problema”.

Tutto, insomma, nella norma. Più accesa la discussione riguardante l’opera di restauro e messa in sicurezza del palazzo municipale, resa necessaria dalle scosse di terremoto del maggio scorso, per la quale il comune dovrà sborsare altri 145mila euro, oltre a quelli previsti inizialmente. Il sindaco Silla ha evidenziato i tre pilastri dell’operazione: “Il palazzo non era mai stato toccato e riqualificato dal 1890, ossia da quando è sorto, il materiale con il quale sono costruite le colonne presenta criticità, il sisma ha creato problemi imprevisti. L’intenzione è di ristrutturare anche il porticato: per farlo proveremo a intercettare i fondi provenienti dal bando della Fondazione Cariplo, che coprirebbe il 70% a fondo perduto dell’operazione (circa 100mila euro, ndr). Il resto sarebbe messo a disposizione dalla diminuzione parziale del primo mutuo, che ha consentito di risparmiare 64mila euro”.

Matteo Rossi del Listone ha evidenziato che già con la delibera dello scorso 26 novembre, quando cioè i danni del terremoto erano già noti, si poteva stanziare parte degli 800mila euro utilizzati per estinguere diversi mutui (soldi che il comune ha potuto sfruttare perché lo Stato ha messo in coda i comuni colpiti dal terremoto nel pagamento delle rate dovute) per l’opera di ristrutturazione del municipio. “Io spero” ha rimarcato Rossi “che dalla Fondazione Cariplo arrivi davvero il contributo di 100mila euro, ma se così non fosse sarebbe un problema. E sarebbe stato previdente parcheggiare parte degli 800mila euro per la questione in oggetto”.

Silla ha ribattuto che, anche in caso di finanziamento mancato da parte della Fondazione Cariplo, il comune ha comunque i fondi sufficienti per fare fronte all’emergenza. “L’estinzione dei famosi mutui” ha spiegato il sindaco “ci consente di avere 58mila euro in più a bilancio. Sommati ai 64mila euro risparmiati fanno circa 120mila euro. Con i ribassi d’asta ci stiamo dentro”.

Molto più pesante la querelle tra Silla e Bongiovanni. “Il sindaco ha approfittato dei fondi del Decreto Terremoto, ossia di un privilegio che altri comuni più colpiti di noi non hanno avuto. C’è chi ancora sta soffrendo e non ha ricevuto un euro dallo Stato”.

Silla ha attaccato la demagogia di Bongiovanni definendo il suo intervento “squallido” e sostenendo di “non accettare lezioni di moralità da chi, in Provincia (Bongiovanni è assessore provinciale, ndr), ha sfruttato gli stessi fondi per ripianare il bilancio”.

Bongiovanni ha ribattuto infine sostenendo che “il comune ha fatto la stessa identica cosa, dunque nessuno può mettere cappelli di superiorità morale”. Poi, rispondendo a Tiziano Ronda, che rimarcava la capacità del comune di avere mantenuto lo stesso monte debiti (9 milioni e 130mila euro) in quattro anni nonostante investimenti per 5milioni, ha risposto che “se gli 800mila euro non fossero stati messi in coda, il monte debito sarebbe senza dubbio cresciuto notevolmente”.

Querelle politica, insomma, uscito anche dal seminato tra accuse e botta e risposta. Alla fine comunque il punto all’ordine del giorno è passato con i voti della maggioranza e di Orlando Ferroni, il no del Listone, mentre la Lega non ha partecipato al voto.

 

Qui sopra l’incrocio tra via Cairoli e Piazza Garibaldi, poco illuminato

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