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Vecchio ospedale
Allo studio un piano
per il recupero

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Il punto 5, l’ultimo discusso ieri in consiglio comunale a Casalmaggiore, ha svelato una sorpresa. Anzi due.

Sulla carta si doveva discutere di un semplice atto di indirizzo per concedere alla Croce Rossa Italiana, che come noto vorrebbe costruire una nuova sede a Casalmaggiore, una parte del terreno comunale, presumibilmente in zona Baslenga.

In primis è emerso che la richiesta di terreno edificabile non riguarda soltanto la Croce Rossa, ma anche la Santa Federici e non è escluso che entrambe le associazioni possano convivere nella medesima struttura. Il punto a dire il vero è rimasto in fase di stallo, anche perché su richiesta delle minoranze il sindaco Silla e la sua maggioranza hanno promesso di riportare la questione in consiglio comunale dinnanzi a un progetto più concreto, che sarà sviluppato nei prossimi mesi dall’ufficio tecnico del comune.

Silla ha comunque precisato che si va verso una concessione di diritto di superficie e non verso una cessione di proprietà vera e propria, in analogia con quanto già realizzato per il Centro Medicina Sportiva, sempre in zona Baslenga. La concessione sarebbe di 30 anni, poi rinnovabile e tutte le parti politiche presenti ieri in consiglio comunale hanno evidenziato l’esigenza di un piano puntuale e preciso, con attenzione al piano di emergenza per le aree sensibili e con l’individuazione di un’area davvero favorevole.

Il punto, comunque, riguarda il vecchio ospedale di via Cairoli. Anche qui si tratta di un progetto a lungo (forse lunghissimo) termine, ma intanto è importante per la cittadinanza che sia stata ripresa in mano la questione: l’ex ospedale è infatti stato luogo, dopo la chiusura resasi necessaria con la costruzione dell’ospedale Oglio-Po di Vicomoscano a inizio anni ’90, di eventi poco positivi e a volte inquietanti (si è parlato di riti satanici all’interno della struttura e di vandalismi di vario genere). Silla ha definito lo stesso “una brutta ferita nel tessuto urbano di Casalmaggiore”. In questo senso si pone l’intervento dell’Asl di Cremona, proprietaria della struttura, che ha invitato il comune, in concerto, a lavorare a un piano di recupero e riqualificazione.

Insomma, per rivedere l’ex ospedale rimesso a nuovo passeranno anni, ma intanto un primo passo, importante, sembra essere stato compiuto. L’intenzione di rilanciare quell’area c’è. E’ già qualcosa.

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