Commenta

Fir, che botta agli ex
Aironi: “Gestione
fallimentare”

rugby_ev

La Federazione Italiana Rugby risponde al Rugby Viadana, che il 5 febbraio con un comunicato criticò pesantemente la sentenza arrivata dall’Alta Corte di Giustizia del Coni e, soprattutto, il modus operandi della Federazione stessa, alimentando sospetti sull’esclusione degli Aironi dalla Celtic League (poi RaboDirect PRO12) 2012-2013, a tutto vantaggio della franchigia delle Zebre, tuttora iscritta alla competizione e gestita direttamente dalla Federazione. Viadana sostenne che, con quella decisione, a essere sconfitto fu l’intero movimento rugbistico nazionale, oltre a evidenziare la perdita patrimoniale ingente, in termine di capitale di giocatori svincolati, del club viadanese della palla ovale.

Poco meno di un’ora fa la Fir ha risposto con un altro comunicato, che qui riportiamo integralmente. Un attacco durissimo in particolare alla gestione economica di patron Melegari e soci, definita addirittura “fallimentare”, alla luce dei debiti che, sempre secondo la Fir, gli Aironi hanno accumulato in due stagioni, senza ottenere grandi risultati sul campo.

“In riferimento al comunicato stampa pubblicato in data 5 febbraio dalla Società Rugby Viadana e relativo alla sentenza dell’Alta Corte di Giustizia del CONI circa il ritiro della licenza di RaboDirect PRO12 agli Aironi Rugby, FIR desidera precisare quanto segue.

La FIR ha avuto il dovere, suo malgrado, di farsi carico della gestione di una franchigia di RaboDirect PRO12 alla luce della fallimentare gestione economica di Aironi Rugby.

Com’è noto, successivamente alla revoca della licenza agli Aironi Rugby, la sola candidatura pervenuta per rilevare tale licenza è stata presentata da una non meglio precisata entità di cui la Società Rugby Viadana – già capofila della franchigia Aironi – era socio unico, dal momento che il Rugby Colorno, come la stessa Società ducale ha tenuto a precisare, non aveva mai dato la propria disponibilità ad aderire al nuovo progetto.

La FIR, analizzato il bilancio del socio unico al 30 giugno 2011, ha considerato che tale atto pubblico non avesse alcuna condizione per garantire la solidità patrimoniale della nuova entità e che, al tempo stesso, le medesime persone che avevano portato al ritiro della licenza di Aironi Rugby a causa di una fallimentare gestione economica non potessero garantire la necessaria serietà gestionale.

Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, FIR è stata costretta ad assumere la gestione diretta di una franchigia federale al fine di garantire il rispetto degli accordi con i partner del RaboDirect PRO12.

E’ necessario rimarcare come non vi fosse alcuna volontà precostituita né tantomeno l’interesse, da parte di FIR, ad assumere la gestione diretta di una franchigia.

Per quanto attiene l’aspetto sportivo evidenziato nel comunicato di Rugby Viadana, preme ricordare come la decisione di fondare Zebre Rugby sia stata presa dal Consiglio Federale nel mese di maggio 2012 e che, nonostante le inevitabili difficoltà dettate dall’eccezionalità del momento, FIR e Zebre Rugby siano riuscite ad operare sul mercato in tempi sorprendentemente rapidi.

Nonostante le oggettive difficoltà derivanti dall’aver dovuto allestire nell’arco di poche settimane una Franchigia, le Zebre Rugby hanno evidenziato la propria crescita partita dopo partita, permettendo a molti giovani di mettere in luce sulla scena europea le proprie potenzialità.

Per quanto concerne gli atleti già tesserati per Aironi Rugby attualmente tesserati all’estero a cui il comunicato di Rugby Viadana fa riferimento, FIR può a buon titolo dirsi certa che questi potranno far parte dell’organico della Franchigia federale.

In conclusione, FIR non solo ritiene di aver operato nell’interesse del movimento nazionale – come peraltro rilevato dalla sentenza dell’Alta Corte – revocando la licenza ad Aironi Rugby e non accogliendo la candidatura di Rugby Viadana ma, al tempo stesso, considera quantomeno inopportuno ogni genere di appunto mosso da chi, in due anni di gestione della franchigia Aironi Rugby, non ha ottenuto risultati sul piano sportivo accumulando al tempo stesso debiti per oltre due milioni e cinquecentomila euro nei confronti di soci, tesserati, fornitori, dipendenti”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti