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Dibattito, quarto punto:
infrastrutture e
grandi opere

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Quarta domanda, le infrastrutture a vari livelli, con un occhio di riguardo per la Ti-Bre e la Cremona-Mantova.

Filippo Bongiovanni: La Ti-Bre finalmente parte con il primo lotto, al quale dovrebbe seguire in tempi rapidi il secondo, che tocca da vicino Casalmaggiore. Anche la Cremona-Mantova è da fare e Ambrosoli in questo non è stato chiaro, dicendo di parlare la stessa lingua di Grillo e di voler puntare sulle ferrovie. Forse non sa che con la Cremona-Mantova i vantaggi ricadrebbero sul sistema ferroviario. Per quanto concerne il trasporto su rotaia noi vogliamo scegliere: o raddoppiare la linea (merci e passeggeri) oppure togliere tanti passaggi a livello inutili (ce ne sono 52 tra Cremona e Mantova, 7 solo a Torre dè Picenardi). Investiamo poi sulla banda larga.

Massimo Mazzoli: Della banda larga ho già avuto modo di parlare e siamo favorevoli alle infrastrutture strategiche. Sia banda larga che Ti-Bre sono infrastrutture di questo tipo di cui il territorio ha bisogno per respirare, per favorire il lavoro delle imprese, che riceverebbero benefici. Un’altra soluzione indicata è rivedere il patto di stabilità per consentire di utilizzare gli avanzi di amministrazione da sfruttare per il sostegno alle infrastrutture.

Giuseppina Mussetola: Maroni vuole anzitutto accelerare la fine delle grandi opere avviate per l’Expo 2015 a Milano e intende creare una rete che possa unire il Paese. Vanno tolti dalla strada i veicoli a uso privato o individuale per favorire il trasporto pubblico. Le infrastrutture, tra cui anche la banda larga, vanno pensate per aiutare le aziende locali e territoriali. Inoltre, nel rispetto dell’ambiente, siamo per investire sulle ciclabili come un’alternativa alla mobilità quotidiana, anche per chi va al lavoro.

Michela Scaramuzza: La politica non deve cementificare, altrimenti ha esaurito il proprio scopo. La politica deve ristrutturare quanto già c’è. L’agricoltura, e noi siamo zona agricola, non ha bisogno di cemento. Inoltre costruire significa, come ha dimostrato la Lombardia, rischiare di mettersi nelle mani della mafia, che ha nascosto l’amianto sotto le nostre strade. Salini in Provincia ha promesso la Gronda Nord, che ancora non è arrivata, e intanto i dipendenti provinciali a Cremona dicono di non avere il catrame per tappare i buchi nelle strade. Basta sperperare soldi per regalare scuole a Cl e ai privati.

Paola Bandini: Ambrosoli sa benissimo cosa fare: lui vuole solo le infrastrutture utili. Mi domando: la Ti-Bre, rimasta in cantiere 30 anni, forse oggi ha già perso la sua utilità, o sbaglio? In tal senso serve invece a Casalmaggiore come il pane la tangenzialina, che va svicolata dalla Ti-Bre stessa, perché è un’opera utile. In generale la pianificazione delle infrastrutture va integrata sempre con la pianificazione territoriale, pensando a questo rapporto.

Giacinto Boldrini: Vorrei saltare questo giro per parlare di agricoltura (la domanda successiva, ndr) ma quel che credo sia fondamentale è la capacità di ridurre l’impatto ambientale e la sottrazione del terreno agricolo. La modernizzazione non si può fermare, ma occorre essere competitivi e investire in opere giuste e utili.

Pierluigi Pasotto: Siamo contro le grandi opere, dalla Tav al ponte sullo Stretto che ancora oggi crea debito. Siamo invece per un riassetto idrogeologico e per la messa in sicurezza di diverse situazioni, in particolare nella nostra zona golenale. E siamo anche per la sicurezza nelle scuole. Se non aiutiamo il territorio, questo si ribella prima o poi. Ti-Bre e Cremona-Mantova sono soldi buttati, noi siamo per lo spostamento su rotaia che ad oggi in Lombardia è tragico. Potenziamo le ferrovie e aiutiamo le opere compensative. Per quanto concerne l’Expo 2015, vorrei evitare di far diventare il casalasco la pattumiera della Lombardia: siamo uno dei sei territori più inquinati al mondo già così.

G. G.

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