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Dibattito, sesto punto
Le ricette dei candidati
in tema di sicurezza

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Sesta tematica, al centro di parecchie delle ultime campagne elettorali, è stata quella della sicurezza. Ecco le idee dei candidati a riguardo.

Giuseppina Mussetola: Chi meglio di Maroni può dare garanzie? E’ stato ministro dell’Interno e ha lavorato molto in questo senso. La nostra ricetta è modificare il patto di stabilità per consentire agli enti virtuosi di avere un ente qualificato di polizia locale. Casalmaggiore rientra in questi enti, perché è anche zona artigianale e di commercio e quindi potremmo sfruttare queste modifiche per dare respiro all’organico della polizia locale, decisamente sotto numero.

Michela Scaramuzza: La prima mossa deve essere il ritiro immediato delle nostre truppe all’estero. Tutti a casa, non ci sono soldi e dobbiamo risparmiare, in vite umane e in secondo luogo anche in denaro. Dopo di che occorre unificare le forze dell’ordine, ma farlo subito senza aspettare le direttive dell’Unione Europea. Carabinieri, polizia, vigili e finanza uniti, non per neutralizzarne l’efficacia e la specificità, anzi. Ridurremmo le spese per le caserme e creeremmo una vera e propria intelligence. Sull’immigrazione, io che sono di destra dico che è comodo prendersela solo con gli extracomunitari. Va riscoperta l’educazione civica da parte di tutti, anche di molti italiani.

Paolo Bandini: Possiamo partire fornendo più strumenti alla polizia locale, garantendo assistenza tecnica e corsi di formazione ancora più specializzati per chi aspira a entrare in polizia, aiutando anche gli stessi comuni a organizzarli con forme di aiuto ed incentivo economico. Vogliamo istituire un fondo per infrastrutture legate alla sicurezza, ma anche il cittadino deve tornare a studiare l’educazione civica, che nelle scuole deve essere insegnata come succedeva molti anni fa. In generale, per evitare la delinquenza, va migliorato il benessere di un territorio, in particolare tramite il lavoro.

Giacinto Boldrini: La gente è stanca, questo è il punto di partenza. Serve un coordinamento maggiore tra le varie forze di polizia, in quanto questo garantirebbe un aiuto al cittadino, che non sarebbe “sballottato” da una caserma all’altra, e soprattutto garantirebbe migliorie nei controlli. Lo snodo cruciale comunque dev’essere la certezza della pena per chi commette reato: non è possibile che un ladro reo confesso non vada in carcere, ma in Italia succede questo.

Pierluigi Pasotto: Ritiriamo le truppe dall’estero e risparmiamo 1,8 miliardi di euro, dopo di che tagliamo le spese militari, che negli ultimi 5 anni sono aumentate del 20%. I soldi risparmiati dovranno essere messi a disposizione delle forze dell’ordine, anche a livello territoriale. Tuttavia, prima della punizione, viene la prevenzione: favoriamo gli enti come il Concass e gli stessi comuni, perché facilitino una migliore integrazione e investiamo nell’educazione adolescenziale, perché questa è la vera fascia scoperta. Infine, la svolta etico-morale di Rivoluzione Civile si dirige verso il criterio della proporzionalità della pena.

Filippo Bongiovanni: Maroni da ministero dell’Interno ha arrestati tre mafiosi al giorno, confiscando beni che poi sono stati reinvestiti per più meritevoli scopi. In tal senso la sua credibilità è massima. La Lega ha lanciato in passato, e ripropone, il progetto strade sicure, perché con più pattuglie in città ci saranno meno reati. Diamo alle pattuglie un aiuto logistico e finanziario. Per quanto concerne la pena, chi dimostra di voler cambiare deve avere la chance di essere reintegrato; per chi delinque per professione invece non c’è altra strada che il carcere.

Massimo Mazzoli: La mancanza di sicurezza si percepisce ovunque e Casalmaggiore non fa certo differenza. Con la precarietà del lavoro, aumenta la delinquenza e tutto si traduce poi in un aumento anche dei reati. Il ruolo della politica deve essere quello di  introdurre soluzioni concrete basate sull’assioma indispensabile per cui ad ogni diritto deve corrispondere un dovere: senso civile, senso sociale e solidarietà devono andare di pari passo con il sostegno alle forze dell’ordine.

G. G.

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