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Torchio e Araldi
avvertono: vogliono
chiudere la sede Inps

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Dopo i tagli all’Ospedale Oglio Po e la preoccupazione dell’amministrazione comunale per la vendita da parte dell’ente Provincia di Cremona dell’immobile che accoglie la Caserma dei Carabinieri di Casalmaggiore, i consiglieri provinciali Giuseppe Torchio e Massimo Araldi rivelano un altro pesante scacco al territorio casalasco: la soppressione della sede Inps maggiorina.

“Da fondate indiscrezioni provenienti dagli ambienti economici e sociali – comunicano i due consiglieri provinciali – si sarebbe inoltre appresa la malcelata volontà da parte del direttore della sede provinciale dell’Inps di procedere al taglio se non alla chiusura della sede di Casalmaggiore, posizionata nell’immobile del ex Ufficio del Registro, ora palazzo provinciale. Sottolineato che la predetta sede, oltre
al disbrigo delle pratiche previdenziali e pensionistiche del territorio, estende la propria azione ai limitrofi Comuni del mantovano (Sabbioneta, etc.) e dell’Emilia Romagna (Colorno, etc.)”.

Lo stabile che ospita da anni i Carabinieri di Casalmaggiore in via Cavour è stato venduto di recente al Fondo Eridano, fondo comune di investimenti Prelios in quanto l’Amministrazione comunale ha rinunciato al diritto di prelazione. Destino identico per l’ex sede del Registro che da qualche anno l’ente Provincia di Cremona aveva trasformato in funzionale sede Inps. Pare che da qualche tempo l’attività di tale Ente sia stata radicalmente ridotta e questo contribuisce a temere che il traguardo della cessione sia vicino.

In merito alla salvaguardia dei due servizi, Caserma dei Carabinieri in via Cavour e sede Inps in via Cairoli, Torchio e Araldi hanno firmato un’interrogazione alla Presidenza provinciale cremonese, “per conoscere quale sia il canone in essere per l’affitto della sede della Compagnia dei Carabinieri e per la sede decentrata dell’Inps, se la decisione di vendere il palazzo che ospita l’Istituto possa avere contribuito ad influenzare il direttore provinciale nell’annuncio della volontà di ridurre o sospendere il servizio e se non intenda, con cortese urgenza, evitare l’estendersi di preoccupazioni e timori da parte
dell’opinione pubblica circa la continua riduzione dei servizi in tutta l’area casalasca, elemento accentuato dalle recenti iniziative di cessione immobiliare della Provincia. Se non intenda, infine, convocare un tavolo con le Amministrazioni e gli operatori della zona per un’ampia e franca discussione intorno a queste tematiche importanti tematiche territoriali”.

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