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Penazzi durissimo con
il consiglio: “Decido io
ieri cinque ore perse”

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Cinque ore buttate: non usa mezzi termini il sindaco di Viadana Giorgio Penazzi per etichettare il consiglio comunale di ieri sera, che ha certificato definitivamente la rottura in seno alla maggioranza tra lo stesso primo cittadino e i consiglieri del Partito Democratico di Viadana.

Questo il pensiero del sindaco: “Ieri sera, con tutta probabilità, è stata andata in scena in consiglio comunale a Viadana la migliore rappresentazione della inutilità, della vacuità, dell’incomunicabilità con i cittadini, che potesse essere espressa da un consesso consiliare. Hanno svolto questo ruolo sia la maggioranza che si è autoimpallinata in uno improvvido, quanto inutile  batti e ribatti – l’assessore Saccani è stato da essa “sfiduciato” e “rifiduciato” nel giro di pochi minuti – che la minoranza che ha abilmente strumentalizzato tali contraddizioni”.

Un attacco, dunque, a tutto tondo, che non ha risparmiato alcuna fazione politica viadanese, confermando la stasi amministrativa del comune. Per Penazzi mai in un consiglio comunale italiano si era arrivati a tanto. “La discussione ha assunto toni farseschi e strumentali soprattutto da parte della minoranza che ha avuto ragione facile prendendosi gioco della controparte, tanto da fagocitarla e da relegarla ad un ruolo subalterno. E’ un fatto mai prima d’ora accaduto in un consiglio comunale italiano, che denota quanto siano state contraddittorie e illogiche le discussioni emerse e le conseguenti votazioni espresse. Su una erronea impostazione del Presidente Gabriele Oselini, che ha posto in discussione argomenti che non erano di stretta competenza del consiglio comunale, è stata approntata una sceneggiata resa incomprensibile alla maggioranza del pubblico presente e che, per di più, nulla ha prodotto”.

Il sindaco Giorgio Penazzi, pur  partecipando al dibattito, si è rifiutato di votare. “Ho da subito chiarito” precisa il primo cittadino “che la facoltà di nominare o revocare gli assessori per legge e per statuto comunale, compete al sindaco in modo esclusivo, senza interferenza alcuna per cui, ciò che è stato deliberato, nulla produce in base all’art. 46 Dlgs 272/2000 Testo unico enti locali e art. 13 Statuto comunale. Tutto rimane come prima perché sia il vice-sindaco Dario Anzola che gli assessori Saccani, Tipaldi e Federici godono della mia massima stima e della piena fiducia; essi operano con impegno, dedizione, spirito di gruppo e si dedicano generosamente alla loro missione e spesso sacrificando tempo prezioso alle loro attività personali”.

Poi l’attacco, stavolta diretto alla persona e al partito. “Diversamente, l’assessore Ines Sartori, così come già preannunciato, non gode più della fiducia  del sindaco che la revocherà a breve. A questo proposito ho inviato al Partito Democratico di Viadana, a cui spetta in base agli accordi politici il diritto di indicarmi una rosa di nominativi da cui scegliere quello del nuovo assessore, una formale richiesta. Lo stesso dicasi per il  presidente della STU Viadana Sviluppo SpA”.

“Cinque ore perse, dedicate al nulla di fatto” chiosa Penazzi con tono ancora più forte “cinque ore che si potevano proficuamente dedicare alla discussione dei veri problemi di Viadana. E’ da sperare che i consiglieri di Viadana, oltre che i propri problemi di appartenenza politica e quelli personali, si prendano a cuore la loro città, i loro cittadini e affrontino, con concrete azioni ed opportune decisioni, la vita amministrativa del comune e della sua gente”.

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