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Viadana, Frijio: “Basta
veleni, facciamo qualcosa
per la crisi edile”

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“Bando alle ciance, basta personalismi e veleni, sulla vita di chi ha una storia piena di riconoscimenti di istituzioni  italiane e tedesche a tutti i livelli”: inizia così l’intervento di Giovanni Frijio in risposta alle dichiarazioni del sindaco di Viadana Giorgio Penazzi, che aveva a sua volta minacciato querele per le affermazioni dell’esponente di Sel in merito a presunte illegalità nella gestione della cosa pubblica viadanese.

“I miei interventi – spiega Frijio – sono di spessore politico, nulla di personale con il dott. Penazzi al quale io ho espresso la mia solidarietà quando è stato vittima di atti intimidatori”.

“Occupiamoci di politica e di democrazia”: prosegue Frijio. “A Viadana ci sono grandi problemi da affrontare, come quello del settore edile, il più colpito fra quelli del popolo delle partite iva. Pur riconoscendo che la crisi economica ha reso più difficile il compito dei sindaci, è necessario un richiamo ad una politica comunale che deve porsi al di la dei confini puramente amministrativi, per produrre nuovi progetti di contrasto alla disoccupazione”.

“Anche se i comuni non possono dare posti di lavoro, possono favorire condizioni che producono occupazione, ricercando le opportunità proprio fra lavori istituzionali e dinamiche sociali. La politica comunale può  introdurre normative riguardanti gare di appalti e appalti diretti, tendenti al superamento delle speculazioni da una parte e,  dall’altra a favorire possibilità di lavoro a chi ne ha veramente bisogno”.

Un’opportunità, secondo Frijio, poteva essere offerta dalla Stu, “che doveva essere società partecipata ma non si capisce e non sono mai stati resi noti i motivi che hanno indotto, contraddicendo le norme statutarie, a mantenere esclusivamente pubblica la Stu. D’altra parte in Italia prima si fanno leggi, normative e statuti, solo dopo ci si accorge che sono porcate”.

“Intendo ricordare che fu un vanto proprio degli allora sindaco Pavesi ed il vice Penazzi, a sostenere nel 2004 sul periodico comunale, che  “Viadana Sviluppo” società di trasformazione urbanistica (STU), era stato studiato come strumento evoluto di cooperazione e negoziazione tra ente locale, imprese e cittadinanza, dal quale sarebbero scaturite enormi potenzialità, credo intendessero di sviluppo e lavoro”.

“Se questo Ente deve avere una funzione pubblica – privato (come originariamente concepito) può avere un senso, altrimenti la sua funzione come braccio operativo del comune può svolgerla meglio l’ufficio tecnico comunale, risparmiando anche su una struttura, a questo punto inutile”.

Giovanni Frijio chiosa con una proposta ed un quesito a Penazzi: “Anche io ho un progetto nel cassetto, se all’amministrazione interessa veramente la tanto decantata democrazia partecipata. Alziamo il livello politico di confronto per il bene di Viadana. Risponda su questa questione”.

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