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Alluvione, la Regione
vuole tutto e subito
Gozzi: “Chiediamo aiuto”

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Una doccia gelata: la Regione Lombardia vuole i soldi che le spettano, dopo la sentenza del Consiglio di Stato. E li vuole tutti e subito. O meglio dilazionati in tre anni, il minimo garantito dal Testo Unico sugli Enti Locali.

Martignana di Po dovrà dunque restituire, in tre anni appunto, 56mila euro e la notizia peggiore è che questi soldi, a cascata, dovranno poi essere chiesti dal comune alle sette famiglie che hanno subito effettivi danni alle abitazioni.

Per Torricella del Pizzo la restituzione ammonta a 77mila euro, anche se, come aveva avuto modo di precisare il sindaco Emanuel Sacchini, 74mila sarebbero già stati trattenuti dallo Stato rispetto ai trasferimenti annuali previsti.

Alessandro Gozzi, primo cittadino di Martignana, scottato dalla cattiva conclusione dell’incontro con Roberto Cova, direttore generale della Protezione Civile lombarda, che, in attesa dell’insediamento del nuovo governatore Roberto Maroni, ha rappresentato l’ente, precisa che “andare in Cassazione non servirebbe a nulla, anzi sarebbe un suicidio, stanti le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato”.

Quali le strade allora? “Vogliamo incontrare i sindaci del territorio e chiedere un aiuto politico o all’ente Provincia di Cremona o alla Prefettura. La sentenza è inappellabile, i soldi vanno pagati, proveremo a insistere per aumentare la dilazione, ma è durissima. A malincuore abbiamo già spedito, come andava fatto entro trenta giorni dalla sentenza, la richiesta di pagamento alle famiglie coinvolte. A Martignana abbiamo casi medi da 5mila euro a famiglia e un caso limite di 13mila euro. Anche per questo vogliamo allungare i termini di spesa”.

Fuori dal casalasco, ma più coinvolto dei nostri comuni, è San Daniele Po, che di euro alla Regione ne deve addirittura 389mila. “Un’intera frazione, Sommo con Porto, è andata sott’acqua” spiega Davide Persico, sindaco del comune cremonese “e a differenza di Martignana e Torricella, nel nostro caso ci sono stati danni ad abitazioni civili e non solo a cascinali in golena. Il comune deve pagare entro tre anni, ma per le famiglie coinvolte, più di settanta, vorremmo davvero chiedere una dilazione di almeno quindici anni. Anche se abbiamo in mente un’altra strada”.

Discussa ieri sera in riunione di maggioranza e stasera riproposta alle minoranze prima del consiglio comunale. “La volontà è di approvare linee guida all’unanimità per stabilire il da farsi: la minoranza ha già fatto sapere di essere dalla nostra parte, perché la questione non è politica ma di buon senso. Nella giornata di domani saremo più precisi”.

Anche Martignana di Po e Torricella del Pizzo attendono, perché una linea comune è quanto mai necessaria.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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