Un commento

Sabbioneta, don Ennio
e le analogie con
Papa Francesco

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C’è un personaggio, nel territorio dell’Oglio Po, che ha molte analogie col nuovo Papa argentino Jorge Mario Bergoglio.

Si tratta del parroco emerito di Sabbioneta don Ennio Asinari. Del Papa Francesco possiede la stessa idiosincrasia per l’opulenza e tutto ciò che sconfina nell’inutile esibizionismo.

“La prima impressione che ho avuto, vedendolo alla finestra, è stata quella di una straordinaria somiglianza con Papa Giovanni XXIII, il Papa buono. Stessa dolcezza stessa modo pacato di esprimersi e sopratutto stessa umiltà”.

A tal proposito l’arciprete di Sabbioneta racconta che il cardinal Bergoglio già nella sua patria argentina aveva dato segnali di distacco dalla ricchezza e dai fasti che ancora nell’ambiente religioso purtroppo resistono.

E li ha ribaditi a Roma appena insediatosi sul massimo scranno rifiutando la macchina di lusso e la scorta: “Lui ha fatto come me quando arrivai a Sabbioneta e volli ridimensionare questa canonica rendendola un luogo semplice, senza i fronzoli ed orpelli”.

Un cambiamento non facile da attuare sopratutto per la resistenza degli ambienti superiori molto legati (ancora oggi, aggiungiamo noi) alle tradizioni e ai privilegi della casta: “Io non so quali cambiamenti porterà all’interno della Chiesa questo nuovo Papa. Sicuramente un’iniezione di umiltà e di semplicità indispensabili in questo momento particolarmente difficile. Una schiettezza, una bontà ed una familiarità che traspaiono immediatamente già dal nome, Francesco, che si è voluto attribuire”.

Questo il commento di don Ennio, straordinario conservatore del Museo sacro contenente più di 80 mila pezzi di grande valore storico e culturale. Oltre che indimenticabile scopritore del Toson d’oro l’onorificenza attribuita a Vespasiano Gonzaga e ritrovata sotto il pavimento della chiesa di Sabbioneta

Rosario Pisani

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Commenti
  • chiara

    Don Ennio è un vero sacerdote che, tra l’altro, ha saputo valorizzare al meglio il patrimonio culturale avuto in consegna dai suoi predecessori. Ci riferiamo all’Archivio, al centro studi, al recupero della storia del territorio. Il suo esempio andrebbe preso in attenta considerazione da altri parroci del circondario. Che dire dell’archivio di Santo Stefano nella vicina Casalmaggiore, ordinato dall’ingegner Cirani, che ora sta andando in malora, senza nessuno che lo custodisca o che si occupi almeno di tutelarlo con un’adeguata pulizia e con un sistema d’allarme funzionante… Poveri noi…