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Consiglio comunale,
ok piano d’emergenza
e regolamenti interni

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Dovevano essere punti di corollario, si sono rivelati un po’ più rognosi del previsto, con qualche spunto interessante. Ieri sera in consiglio comunale, oltre all’attesa questione della Tibre, sono stati approvati il piano emergenza comunale e i due regolamenti per disciplinare la restituzione degli oggetti smarriti e per i controlli interni.

Partiamo dal punto 3: il piano di emergenza, relazionato dall’addetto ingegner Bontempi, consulente esterno di un’azienda bresciana, è entrato nello specifico dei problemi che potrebbero emergere sul territorio a causa della presenza del Po, analizzando una pianificazione sovracomunale, che possa coinvolgere tutto il territorio cremonese baciato dal Grande Fiume. La Provincia di Cremona ha ridefinito questo piano di emergenza, dividendo in due fasce di categorie i possibili disagi: da un lato l’evento facilmente gestibile con i supporti comunali (uffici amministrative e forze di polizia locali) e dall’altro eventi che vanno oltre (in caso di calamità naturale, come il terremoto o l’esondazione del fiume).

Orlando Ferroni di Casalmaggiore per la Libertà ha posto il dubbio che di fronte a certe emergenze Casalmaggiore potrebbe in effetti essere scoperta, ma Bontempi ha precisato che il piano serve a dare risposta alle emergenze locali, non a quelle extra-regionali, per le quali dovrebbe intervenire l’ente Regione o Stato. La discussione è poi scivolata su questioni effettivamente molto grandi e valutabili solo in caso di grave problema (si è parlato di una tendopoli per le scuole in caso di terremoto e si è suggerito, da parte di Ferroni, di inserire l’area casalasca nell’area 3 di gruppo sismico, più grave rispetto all’attuale area 4). Il sindaco Claudio Silla ha ribattuto che, in determinate situazioni (Ferroni ha riportato l’esempio della chiusura tardiva delle scuole a maggio, dopo il sisma), si naviga un po’ a vista perché si tratta di eventi non prevedibili.

Il vice sindaco Borghesi e il consigliere Romanetti hanno suggerito di fare verifiche sui poli industriali più a rischio e di sfruttare anche un pgt completo per ulteriori controlli, mentre l’assessore Pasotto ha sottolineato l’importanza del lavoro del volontariato, chiedendo che tali dati illustrati nel piano di emergenza vengano poi comunicati alla Regione Lombardia, onde evitare problemi sulla scorta di quanto avvenuto con l’alluvione del 2000 a San Daniele Po, che ancora oggi subisce strascichi a 13 anni di distanza. Chiarito anche il ruolo del comune nel caso di guasti o danni gravi ad aziende che sorgono sul suolo di comuni vicini ma confinanti e sulla verifica dei trasporti su ferrovia. Il piano è passato con voto pressoché unanime a favore, con la sola astensione di Orlando Ferroni, che avrebbe preferito rinviare il voto per avere modo di studiare più approfonditamente il piano nel dettaglio.

Per quanto concerne il regolamento degli oggetti smarriti, invece, la segretaria Luisa Gorini ha spiegato che tali oggetti vanno alla polizia locale: se hanno un valore scarso o sono deteriorabili, allora la durata del deposito è di 30 giorni. Viceversa possono rimanere un anno. E’ previsto un premio del 10% del valore dell’oggetto per chi lo ritrova e lo consegna agli uffici comunali (che poi lo traghettano alla polizia locale). Se gli oggetti non vengono ritirati diventano di proprietà del comune, che può fornirli ad attività di volontariato o agli stessi uffici interni.

Ferroni ha suggerito di pubblicare gli oggetti su internet, innescando una mini polemica per la quale lo stesso consigliere di minoranza ha parlato di un’amministrazione “allergica a internet”. In realtà, ha risposto la maggioranza, pubblicare su internet significa rendere l’oggetto riconoscibile a tutti e in quel caso il riconoscimento, necessario per la restituzione dell’oggetto, sarebbe minato nelle fondamenta. Matteo Rossi ha chiarito che il regolamento può comunque essere integrato, sentendo il parere del comandante della polizia locale, mentre Bongiovanni ha specificato che l’articolo 10 del regolamento prevede la pubblicazione, senza foto, degli oggetti smarriti sull’albo pretorio on line. Una querelle strana, considerando che il regolamento era già stato discusso in Commissione Affari Istituzionali e soprattutto alla luce del voto, favorevole all’unanimità.

Infine il regolamento controlli interni, fissati ogni tre mesi (e non ogni sei come si pensava all’inizio), su spinta del consigliere Bongiovanni, che in Provincia di Cremona si occupa proprio di regolamenti. “Parliamo di una rivoluzione copernicana per gli enti locali, che il governo Monti ha piazzato tra capo e collo ai comuni. Non c’è ricambio e abbiamo personale che magari non è nemmeno troppo abituato alle nuove tecnologie. Per questo i controlli saranno fatti ogni tre mesi, per garantire maggiore trasparenza oggettiva e maggiore manualità da parte di chi è preposto al controllo. A dire il vero questo regolamento andava approvato entro il 10 marzo, pena lo scioglimento del consiglio, ma la Prefettura è messa peggio di tanti comuni e dunque ha chiuso un occhio. Sono i primi a essere in crisi”. Pasotto e Silla si sono detti d’accordo con Bongiovanni parlando di un provvedimento “gravoso per gli uffici comunali”. “Per fare un esempio” ha spiegato Pasotto “in un’azienda i controlli qualità sono fatti da esterni, qui è tutto interno alla macchina comunale”. Silla, che avrebbe quasi preferito astenersi dal voto, ha detto che “chi introduce queste novità non ha la benché minima cognizione di come funzioni l’amministrazione di un comune oggi”. Il regolamento è stato comunque approvato all’unanimità.

Giovanni Gardani

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