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Casalese a Coverciano:
un giorno nel centro
dei campioni della nazionale

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Settantacinque giocatori in erba, più altrettante persone fra allenatori, dirigenti, accompagnatori e genitori. Tre pullman pieni di passione per il calcio e per la nazionale italiana hanno raggiunto domenica mattina il centro tecnico di Coverciano: partiti dalla Baslenga, con indosso le mute ufficiali della Casalese, i ragazzi della scuola calcio biancoceleste hanno trascorso una domenica indimenticabile nel luogo dove si radunano e allenano i campioni azzurri di Prandelli e delle selezioni giovanili.

“Grande interesse ed entusiasmo anche tra gli adulti”: testimonia il responsabile del settore giovanile della Casalese, Gianni Petrolini. Baciati dal sole, i casalaschi sono stati ricevuti da Fino Fini, figura storica della nazionale italiana (in qualità di medico) ed ora presidente del Museo del Calcio di Coverciano. “Ci siamo riuniti nella sala dei congressi, dove Fini ha intrattenuto i presenti raccontando la storia del museo con alcuni aneddoti anche divertenti sui giocatori, da Piola che aveva regalato di nascosto la sua prima maglia alla mamma la quale l’aveva tenuta per anni in un cassetto, a Cannavaro che ha donato tutti gli indumenti della finale in Germania ed ora sono esposti ancora macchiati di fango ed erba”.

A seguire, visita generale del museo che si dispone su tre piani e conserva trofei e cimeli storici (maglie, scarpe, palloni, stemmi, foto) della nazionale italiana di calcio.

Poi è venuto il momento del pranzo a buffet. “Grandi e piccoli però non stavano nella pelle – racconta Petrolini – e si sono dispersi nei due campi principali di allenamento della nazionale”. Un piacere che è durato poco: “era assolutamente proibito calpestare l’erba…”.

Dopo pranzo la visita guidata all’intero impianto e poi “finalmente tutti al campo”: “C’era una grande euforia generale, che ha coinvolto anche i genitori. Il clima da stadio era poi veramente realistico perchè dal vicino stadio Franchi giungevano i cori e le urla della partita Fiorentina – Milan”.

Diretti da un tecnico del settore Figc, i ragazzi della Casalese hanno giocato su due campi adiacenti in sintetico ed un terzo campetto recintato fatto per il calcio tennis. “Quindi ci siamo un po’ arrangiati per fare ruotare tutti i nostri giocatori sui vari campi. E’ stata un’esperienza molto bella e gratificante, seppur breve”, chiosa Petrolini.

Simone Arrighi


© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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