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Teleriscaldamento
per serre con
la centrale Oglio Po

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Basta sprechi di energia termica dalla centrale a biomasse, collegata al teleriscaldamento, vicina all’ospedale Oglio Po di Vicomoscano. L’intuizione, presentata stamattina in comune a Casalmaggiore, è il primo passo di un progetto destinato a prendere piede presto: convogliare una parte del calore prodotto, altrimenti disperso, su serre con coltura idroponica.

Il sindaco Claudio Silla, il consigliere Franco Feroldi (che ha seguito da vicino la partita, creando i presupposti per l’incontro di lavoro di questa mattina) e l’ingegnere di Green Technology Network Fausto Bergonzi hanno illustrato le tematiche dell’incontro, partendo da una premessa del primo cittadino: “Come sapete” ha spiegato Silla “la centrale a biomasse legnose adiacente all’ospedale, ultimamente raddoppiata con la centrale che utilizza cialde disseccate legnose, produce energia termica solo parzialmente utilizzata dallo stesso ospedale, per un totale di 4,2 MegaWatt per 1 MegaWatt elettrico. Per il resto il calore, sotto forma di vapore acqueo, si disperde oppure viene messo in rete di teleriscaldamento sperando che qualcuno lo utilizzi. Questa quantità di energia termica, in parte, sarà sfruttata proprio dalla nuova attività produttiva che sfrutta le cialde ricavate dalle biomasse, togliendo umidità alle stesse, ma in parte potrebbe essere utilizzata in questo nuovo, ambizioso progetto”.

Franco Feroldi ha riportato le sensazioni dell’incontro. “Alla riunione sul posto erano presenti, oltre a noi, la Provincia di Cremona con l’ingegner Massimo Delle Noci, un’azienda olandese specializzata nella creazione di tecnologie per le serre, un’azienda mantovana che invece produce verdura in serra, sfruttando la coltura idroponica (le radici sono immerse in acqua, ndr), Angelo Bacchi, che ha messo in rete tutti questi enti, e la Cooperativa Bellaguarda, che nel progetto preso in esame potrebbe eventualmente farsi carico del trasporto dei prodotti. Abbiamo scoperto che l’azienda agricola mantovana, che preferisce per il momento restare anonima, mette a bilancio un buon 35% di spesa per l’energia e che per le proprie serre sfrutta gas metano o combustibili fossili. Se questa azienda dovesse accettare – e sembrava interessata – di investire qui a Vicomoscano, chiaramente potrebbe ridurre le spese energetiche addirittura del 50%”.

Qualche numero preliminare: per partire l’azienda accetterebbe di mettere in serra cinque ettari di terreno. La stessa a Mantova con 11 ettari a disposizione dà lavoro a 95 dipendenti: fatte le debite proporzioni, si ricaverebbero prospettive occupazionali importanti per il casalasco-viadanese. Non solo: la stessa azienda mantovana sfrutta 18mila megaWatt/ora all’anno; la centrale di Vicomoscano ne produce in un anno ben 33mila, di cui 10mila sarebbero destinati proprio alla nuova serra.

“Il progetto” ha spiegato Bergonzi “starebbe in piedi grazie agli incentivi dello Stato per l’utente finale della rete di teleriscaldamento. L’energia “scontata”, inoltre, consentirebbe di aprire una trattativa con le banche, molto importante per acquisire le proprietà. L’azienda dovrebbe infatti acquisire prima di tutto i terreni vicini alla centrale. Ma i segnali sono ottimistici, anche se per il contributo del Piano Sviluppo Rurale non è scontato: è stato assegnato all’azienda negli ultimi anni, ma ora occorrerebbe attendere un paio d’anni”.

Bergonzi ha poi illustrato altre cifre: “L’azienda mantovana utilizza 1 milione e 800 mila metri cubi di gas o combustibile fossile, costi che incidono notevolmente e sarebbero dimezzati. Inoltre in qualche cassetto di Roma esiste un decreto legislativo (il numero 28 del 2011, ndr) che, se convertito in legge, prevede un fondo di garanzia per la rete di teleriscaldamento già finanziato dall’addizionale sul gas metano, che già paghiamo. Chiedo dunque al sindaco di tenersi pronto, anche in questo senso”.

E l’idea di allacciare la rete di teleriscaldamento anche alle prime propaggini di Vicomoscano? “E’ fattibile” spiega Bergonzi” se consideriamo che da Dobbiaco a San Candido esiste una rete di teleriscaldamento di 8 chilometri che consente di portare calore, disperdendo solamente 1°C lungo il tragitto. Per ora però andiamoci piano: già questo progetto è molto ambizioso”.

Ma lanciato: l’azienda mantovana avrebbe infatti già chiesto informazioni sul costo dei terreni in zona ospedale: dai 5 ai 7 euro al metro quadrato, hanno fatto sapere dal comune.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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