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“Sto bene, sono
in pensiero per quelli
che conosco a Boston”

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Nella foto, il post pubblicato da GianGiacomo Guerreschi su Facebook


“I am fine. Thinking of all the friends I know in Boston. Sad day”.

“Sto bene, sono solo in pensiero per tutti quelli che conosco a Boston. Che triste giornata”.

Questo il post pubblicato su Facebook all’una di stanotte da GianGiacomo Guerreschi.

Il 28enne casalese, ricercatore presso l’università di Harvard, scrive direttamente da Cambridge, Massachusetts, città degli Stati Uniti d’America, che si trova nell’area metropolitana di Boston, dove alle 15 locali di lunedì 16 aprile si è consumata la tragedia: tre esplosioni nei pressi dell’arrivo della maratona bostoniana, manifestazione sportiva tra le più importanti per gli States e per i cittadini americani. Tre morti, tra cui un bambino di otto anni che aspettava il padre podista al traguardo. Centoquarantuno feriti, una ventina di loro gravissimi. Dieci le persone che, in seguito alle deflagrazioni, hanno subito amputazioni.

E’ il bilancio di una strage che avrebbe potuto avere anche dimensioni più catastrofiche, visto l’assembramento di maratoneti e pubblico al momento delle esplosioni. Un colpo al cuore dell’America, ad una delle sue manifestazioni sportive più importanti. Lo spettro del terrorismo torna ad aleggiare sugli States.

A GianGiacomo Guerreschi, che da quelle parti risiede per studio da quest’anno, è andato da subito il pensiero di molti parenti, amici o anche solo conoscenti che dal territorio casalasco hanno provato a mettersi in contatto con lui.

Quel “Sto bene”, scritto su un social network, è la prima rassicurazione al mondo sulle condizioni del giovane studioso casalese.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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