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Viadana, i Giovani
Democratici rispondono
al capogruppo Zanazzi

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I Giovani Democratici di Viadana rispondono, mediante un comunicato, alle accuse avanzate dal capogruppo consigliare Pd di Viadana Paolo Zanazzi. Ecco il testo integrale del comunicato inviato alla nostra redazione.

“Noi, gruppo dei Giovani Democratici di Viadana, riteniamo doveroso rispondere alla deplorevole accusa mossa contro di noi dal Capogruppo consigliare del Partito Democratico, il quale ci ha definiti persone facilmente strumentalizzabili, nel contesto della diatriba tra le due parti dell’ex direttivo del Partito. Si sottintende, quindi, per l’ennesima volta, che parte dei membri del nostro gruppo non siano in grado di pensare liberamente e di farsi una propria idea sulle problematiche interne al partito locale, che siano incapaci di riflettere con spirito critico sugli accadimenti degli ultimi mesi.

Noi giovani crediamo che questa accusa abbia, invece, come unico scopo l’indebolimento delle relazioni all’interno del Pd viadanese e, di riflesso, delle relazioni tra i membri del nostro Gruppo giovani. Vogliamo quindi far presente e ricordare che il nostro gruppo di giovani, seppur forse un po’ in ritardo, è stato comunque l’unico a cercare di ristabilire il dialogo, tntando di risanare i dissidi tra le due parti dello scontro, per il bene di Viadana e di chi ci ha dato fiducia alle elezioni comunali”.

“Siamo riusciti” proseguono i Giovani Democratici “con buona volontà e mettendoci in gioco, ad organizzare due incontri con le due parti del Partito, pur avendo fino all’ultimo tentato di gestirne uno unico ed univoco, poi non realizzatosi per demeriti certamente non nostri. A questi due incontri hanno partecipato, da Giovani Democratici, e quindi acquisendo un atteggiamento il più possibile neutrale, anche quei ragazzi che ricoprivano già cariche nell’attuale Amministrazione Comunale e/o negli organi direttivi del Partito Democratico viadanese. Certi malumori tra dimissionari e non esistevano forse già quando molti di noi giovani democratici non sapevano nemmeno cosa volessero dire le parole politica, partito, amministrazione comunale, quindi sarebbe stato probabilmente molto più semplice per noi tirarcene fuori e proseguire per la nostra strada, eppure ci abbiamo messo la faccia, tutti, assieme, per il bene della nostra città”.

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