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La Preistoria rivive
nelle “Incursioni”
al Parazzi di Viadana

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Tra i luoghi dedicati al silenzio e all’osservazione, c’è di sicuro il museo. Ma quello che il museo talvolta conserva, di rumore alle origini ne ha prodotto tanto: come gli strumenti di uso quotidiano risalenti alla Preistoria esposti al Museo Parazzi di Viadana, che hanno trasportato i bambini di quattro classi della scuola dell’infanzia – la scuola Carrobbio con le sezioni A e C e la scuola Bedoli, sezione B e D – e otto loro insegnanti nel meraviglioso mondo di Taru, bambino come loro, 2 milioni di anni fa.

Così il museo del paese mantovano della sponda cremonese ha aderito al progetto “Incursioni – narrare il museo oltre i limiti e i confini”, inaugurando una nuova fase didattica, fino ad oggi poco sperimentata direttamente fra le sue mura, specialmente nella sua declinazione più laboratoriale. Un primo momento, così come previsto dal progetto, ha coinvolto i bambini trasportandoli nel villaggio di Terramare, dove la vita era regolata dalle stagioni, non esistevano segni di civiltà avanzata, i materiali usati erano semplici e naturali. “Taru li ha coinvolti molto: abbiamo superato l’approccio estraniante verso gli oggetti replicandoli con modelli costruiti appositamente, dai sassi per la macina a mano ai vasi, o al mantice. La ricostruzione sonora del mondo e delle azioni ha immerso i piccoli in un’epoca lontana, avvicinandoli a loro in modo diverso, superando il silenzio e le teche del museo” spiega Daniela Benedetti, responsabile museale. E’ stata proprio lei ad applicare il metodo narrativo didattico che anima “Incursioni”, accanto a Diego Devincenzi di Zerobeat. L’attività svolta è partita dal suono, nella costruzione di narrazioni propedeutiche al lavoro con i bambini, dando solo gli spunti che avrebbero poi guidato l’invenzione di storie al tempo stesso immaginate e al tempo stesso reali.

Seguendo i suoni riprodotti delle stagioni, dagli uccellini all’acqua che scorre, dalla pioggia al vento, i bambini hanno costruito con la fantasia un villaggio vero e proprio. “Taru non conosceva le vacanze estive, lavorava nei campi con i genitori e gli altri membri della comunità – spiega ancora la Benedetti – le donne intrecciavano i cesti, gli uomini lavoravano la selce o soffiavano aria con il mantice per alimentare fuoco e cuocere la ceramica, l’inverno invece ha portato il freddo, il lavoro al caldo delle case, il ritmo del telaio verticale, con fili tesi e terracotta. Per questo abbiamo riprodotto appositamente gli strumenti chiusi nelle teche del museo, perchè tutto diventasse possibile e reale”. Tutte queste attività hanno costituito la base su cui immaginare storie da mettere in scena, in forma di laboratorio performativo finale che ha preso corpo negli spazi delle scuole, che è stato filmato e verrà diffuso anche ai genitori dei bambini partecipanti. Dal punto di vista scientifico, MASTeR ha contribuito riproducendo il fascino di acqua e aria, elementi ricorrenti nel villaggio preistorico, nelle loro caratteristiche fisiche osservate e riprodotte.

Il progetto Incursioni è il progetto didattico che il Sistema dei Musei e dei Beni culturali Mantovani propone e sostiene per l’anno scolastico 2012-2013 rivolgendosi alle scuole del territorio. Obiettivo del progetto è trasformare i musei mantovani in luoghi di sperimentazione interdisciplinare dove sia possibile lavorare sulla ricomposizione dei saperi, ovvero sulla capacità di raccontarsi attraverso altre forme espressive considerate lontane, facendo ricorso in primis alle discipline scientifiche. L’azione è coordinata dall’Ufficio Musei della Provincia di Mantova con il sostegno di Regione Lombardia e con la collaborazione del consorzio di cooperative culturali Pantacon e si configura come la naturale prosecuzione dell’esperienza iniziata nel 2012 sulla metodologia didattica del “pensiero narrativo” proposta dal prof. Marco Dallari dell’Università Trento. Marco Panizza della Galleria del Premio Suzzara, Riccardo Govoni di MASTeR, atelier per menti curiose, di Mantova, Matteo Rebecchi del Museo civico Polironiano di San Benedetto Po e Tiziana Grizzi coordinatrice del Sistema Museale provinciale hanno seguito l’avvio del progetto che coinvolge 36 classi di istituti scolastici del territorio dalla scuola dell’infanzia agli Istituti superiori.

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