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Teatro via Corsica
Giustizia “lumaca”
Se ne riparla nel 2015

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La questione del teatro di via Corsica è destinata a durare ancora molto a lungo. Addirittura fino al giugno del 2015. I tempi della giustizia italiana non sono certo sinonimo di celerità e anche questo iter legale, in sede civile, non farà eccezione. Come noto, tre famiglie che confinano con la struttura (teatro più padiglione) avevano presentato ricorso contro il comune di Casalmaggiore, vincendo la causa in primo grado: i due edifici sono troppo vicini alle case. Una sentenza, pronunciata dal Tribunale di Cremona, che obbligava il comune ad arretrare i due fabbricati di almeno dieci metri (il che, di fatto, significa demolizione) e a pagare 67mila euro in totale tra risarcimento alle tre famiglie e spese di giudizio.

Il comune ha presentato ricorso perché, come enuncia una delibera di giunta pubblicata soltanto lo scorso 12 aprile all’albo pretorio, esiste secondo l’avvocato difensore Nicolini un vizio di forma, riguardante però una sola delle tre abitazioni. “Infatti l’arretramento” recita la delibera “non può che vertere, e unicamente, le pareti finestrate dei fabbricati privati insistenti sui lotti degli attori (le famiglie coinvolte, ndr); ma la sentenza ha omesso la precisazione “pareti finestrate” sicché l’esecuzione letterale della sentenza non può che creare iniquità; sarebbe infatti singolare procedere alla demolizione del fabbricato comunale quando, sul mappale 347 (proprietà di uno dei ricorrenti, ndr) ed a confine, esiste un fabbricato pertinenziale alla proprietà privata, alto circa metri 5. E’ evidente come l’eventuale arretramento da tale fabbricato sia iniquo e configgente ai sensi dell’articolo 877 del codice civile”.

La notizia è che la causa non verrà presa in esame dalla Corte d’Appello di Brescia fino al prossimo 15 febbraio 2015. Tra due anni, con una nuova amministrazione e, si presume, nuovi disagi per le tre famiglie. Non è sorpreso l’avvocato dei ricorrenti Paolo Damini. “Il codice di rito prevede questo: conosciamo i tempi delle nostri Corti d’Appello e temevamo il rinvio. Tra due anni l’udienza valuterà la precisazione delle conclusioni, quindi vi saranno 90 giorni di tempo per presentare memorie. Dopo di che, finalmente, si dovrebbe andare a sentenza”.

A maggio-giugno 2015: un presunto vizio di forma costato carissimo in termini di tempo.

Giovanni Gardani


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