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Casalmaggiore, come
evitare la diffusione
della zanzara tigre

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Nella foto, da sinistra: Panena, Ferrari, Silla, Masseroni e Vignali

Meglio prevenire che curare, recita l’adagio. Ed in casi di comune interesse, se è il cittadino in primis ad avviare alcune semplici (ma essenziali) pratiche di prevenzione, il disagio (che nei casi peggiori diventa disturbo) può essere contrastato.

Con un breve vademecum, otto accorgimenti di facile realizzazione, ogni privato può contrastare la diffusione della zanzare tigre, specie d’insetto che oltre ad essere fastidioso all’uomo – i casalaschi ne sanno qualcosa… – può essere anche veicolo di malattie.

Per diffondere queste otto regole all’intera cittadinanza, è stata convocata una conferenza in comune a Casalmaggiore con più soggetti relatori: oltre al sindaco Claudio Silla, che a breve firmerà un’ordinanza in materia di prevenzione e lotta al proliferare della zanzara tigre, hanno preso parola Bruna Masseroni (direttore distretto socio-sanitario Asl di Casalmaggiore), Milena Vignali (responsabile distrettuale di prevenzione medica), Uber Ferrari (ufficio Ambiente del comune di Casalmaggiore) e Gabriele Panena (del Consorzio Forestale Padano).

Dal monitoraggio proposto proprio da Panena, è emerso come negli ultimi anni la presenza di larve di zanzare tirge, massiccia nelle aree cittadine vicine a parchi o giardini, sia diminuita su suolo casalese ma non sia stata del tutto debellata. I primi test risalgono al 2005, il culmine all’estate del 2008. Da allora, le larve di zanzare tigre monitorate grazie alle ovitrappole sono diminuite di oltre l’80%. Ma non basta.

Ecco perché per evitare un nuova proliferazione, il comune (su impulso dell’Asl), emetterà presto un’ordinanza per invitare i cittadini ad alcune semplici operazioni preventive, come: evitare la formazione di raccolte d’acqua piovana; pulire le grondaie; eliminare l’acqua dai sottovasi; mantenere puliti i tombini (avvisando il comune in caso di problemi); evitare che negli orti l’acqua non resti più di tre giorni nei depositi; mettere un pesce rosso (goloso di larve) nelle fontane e nelle vasche dei giardini; non abbandonare copertoni (raccolgono acqua e rappresentano l’ambiente ideale per accogliere larve); evitare la permanenza di acqua stagnante nei tombini.

“L’impegno dei cittadini è fondamentale”: spiegano all’unisono Silla e Masseroni. “La zanzara tigre ha un raggio d’azione di duecento metri, oltre non va. Ecco perché se ognuno adottasse nella propria casa, nel proprio giardino, nel proprio orto, queste semplici accortezze, il problema potrebbe essere sensibilmente ridotto”.

Simone Arrighi

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