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Attracco sul Po
“stappato”: e arriva
la seconda piena

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Nella fotogallery il livello del Po lunedì e l’intervento per la messa in sicurezza dell’attracco

L’attracco da diporto leggero vicino all’argine maestro del fiume Po di Casalmaggiore è stato finalmente “stappato”. L’intervento, avvenuto attorno alle ore 13.45 grazie ad una ditta specializzata di Sacca, è durato una ventina di minuti, dopo di che anche il tratto di argine chiuso (una trentina di metri circa) e messo in sicurezza è stato riaperto al passaggio di ciclisti e pedoni.

La ditta di Sacca ha operato con una imbarcazione appositamente attrezzata: in un primo momento, infatti, era stata chiamata una ditta di Boretto, che però ha dovuto declinare l’invito perché, con il livello del Po alzatosi, poteva essere un rischio per l’imbarcazione di cui la ditta era dotata tentare di passare sotto il ponte di Casalmaggiore.

Due le operazioni previste, solo una quella portata a termine: è stata infatti liberata la prua dell’attracco, lasciando scivolare i molti tronchi depositati assieme a detriti e sporcizia, che hanno poi seguito la corrente, liberando di fatto anche la parte sommersa dell’attracco e il cavo di acciaio che rischiava di spezzarsi. Non sono mancate le proteste da parte di chi osservava dall’argine: la legna, infatti, secondo più di un passante doveva essere raccolta dall’imbarcazione e non solamente lasciata scorrere a valle, anche perché lungo il tragitto potrebbe creare altri intoppi e problemi. Più difficoltosa la manovra a poppa: per operare con il braccio meccanico, infatti, l’imbarcazione avrebbe dovuto azzardare un movimento rischioso e in particolare sarebbe arrivata troppo a ridosso della riva con la corrente molto forte a infastidire le manovre. A quel punto l’imbarcazione ha desistito: tuttavia anche il cavo di acciaio a poppa è stato messo in sicurezza, poiché è stato quasi completamente immerso sotto il livello dell’acqua e posto con la cima “morbida”, non più in tensione.

Tramite l’arganello, inoltre, l’attracco è stato piegato in modo da risultare quasi parallelo alla riva, contrariamente alla posizione perpendicolare delle settimane scorse: in questo modo la superficie dell’attracco capace di fare da scudo alla corrente, e dunque di catturare i detriti in arrivo è minore, così come risicato è il rischio di un nuovo accumulo di rifiuti. Una manovra che, in tempo di piena, viene sempre suggerita, ma non sempre effettuata.

Nel mentre la prima piena è passata, come dimostrano le acque che scorrono da Casalmaggiore, leggermente più pulite rispetto ai giorni scorsi. Tuttavia la nuova ondata di piena in arrivo dal Piemonte sta iniziando a lambire Cremona e a breve giungerà anche a Casalmaggiore. Si parla di un innalzamento del livello dell’acqua previsto di circa mezzo metro. Attualmente le rilevazioni Aipo indicano che il Po ha toccato i 5 metri (ore 14.30). La tregua tra una piena e l’altra si è assottigliata parecchio a causa del prolungarsi della prima, che ha “beffato” ogni previsione.

Giovanni Gardani


© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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