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Casalese, una festa
biancoceleste in
salsa grigiorossa

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Nella foto, le Casalese e Cremonese in campo prima dell’amichevole

Una festa biancoceleste in salsa grigiorossa: la Cremonese ha ospitato giovedì pomeriggio la squadra più giovane e sorprendente dell’intera provincia, la Casalese del patron Paolo Azzi e di mister Terenzio Agazzi.

Vent’anni di età media e una rosa germogliata quasi interamente in Blaslenga, a Casalmaggiore, in un florido settore giovanile: un esempio tra i più riusciti di autosufficienza imposto dalle ristrettezze economiche di un territorio, quello casalasco, che l’Eldorado calcistico lo conserva solo nei ricordi, con scalate fino alla serie D.

La rivisitazione biancoceleste della spending review ha portato oggi al centro sportivo Giovanni Arvedi una prima squadra composta di soli ragazzi nati negli anni Novanta, giovani promesse già in grado di offrire certezze, capaci di raggiungere la salvezza all’ultima giornata del campionato di Promozione emiliana conclusosi due domeniche fa.

Facendo di necessità virtù, la Casalese proverà ad aprire un ciclo. Prima, la meritata festa, al centro Arvedi e al cospetto di una Cremonese che ha accolto i biancocelesti per una sgambata di fine stagione. Hanno fatto cifra tonda i grigiorossi, dieci a zero il risultato finale: Djuric, Le Noci, Nizzetto, Rossi, Martina Rina, due volte Mascolo e tre Carlini.

Ma i ragazzi terribili in maglia biancoceleste, capitanati da Luigi Mariniello, non hanno voluto sfigurare e per una mezz’ora abbondante hanno retto l’urto, mancando anche qualche occasione per lasciare il segno: con Matteo Dall’Asta, Roberto Bolsi e Alessio Scordamaglia ad un passo dalla gloria. Quando la Cremo ha deciso di centrare la porta, per la gioia di mister Scienza, è iniziata la goleada.

Una goleada che non ha rovinato la festa di una Casalese piccola fra i grandi, capace di centrare un obiettivo stagionale che sa tanto d’impresa: salvarsi con una scalata prodigiosa nell’impervio campionato di Promozione emiliana.

Simone Arrighi


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