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Carabinieri, piccole
stazioni a rischio?
La situazione Oglio Po

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Cosa succederà delle stazioni dei Carabinieri sparse sul territorio? La domanda tra la popolazione circola, perché vi è l’impressione che anche uno degli ultimi baluardi della tradizione militare per la difesa e la sicurezza del cittadino possa crollare sotto la scure della spending review.

A farlo pensare sono soprattutto le espressioni del comandante della Regione dei Carabinieri Lombardia generale Marco Scursatone e riportate dal Corriere della Sera nei giorni scorsi. Le dichiarazioni sono emerse durante la Festa per il 199esimo anniversario della costituzione dell’Arma, svoltasi con sobrietà e senza lo sfarzo degli anni precedenti proprio per il clima di austerità di un Paese in crisi economica.

Dopo i numeri riguardanti gli uomini impegnati e gli interventi effettuati durante l’anno scorso, l’ufficiale ha spiegato che grazie alle tecnologie informatiche molto del lavoro d’ufficio ha ottenuto un forte snellimento consentendo a molti più uomini di stare sulle strade per il controllo delle zone maggiormente a rischio. Il generale però ha anche aggiunto che nella inevitabile dinamica dei tagli delle risorse potrebbero essere prese in considerazione le piccole caserme che sorgono a poca distanza le une dalle altre. E per quanto riguarda Casalmaggiore, basti pensare a Solarolo, Piadena, Rivarolo del Re, Gussola, San Daniele Po, Torre dè Picenardi, tutte sotto la Compagnia di Casalmaggiore e il Comando provinciale di Cremona.

Dando invece uno sguardo a Viadana, invece, si pensi alle stazioni di Bozzolo, Marcaria e Gazzuolo. Occorrerà comprendere nei prossimi mesi se la vicinanza tra loro potrà costituire il motivo per sopprimerle o piuttosto aggregarle. Difficile però credere che tutto possa rimanere così com’è adesso. Anche se questo sarebbe l’augurio di tutti, cittadini e forze dell’ordine.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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