Commenta

Il commosso addio
al giornalista della Bassa
Giuseppe Ghisani

ghisani-ev

Nella foto, Giuseppe Ghisani alla presentazione di un suo libro

Cerimonia funebre con intensa, estesa e contenuta commozione, a San Daniele Po. Un rito officiato in stile signorile ed elegante, si potrebbe dire, così come era lui, Giuseppe Ghisani, penna raffinata del giornalismo padano, originario di Solarolo Montasterolo, personaggio senza personalismi nè troppi fronzoli, legato al territorio cremonese e casalasco, alla Bassa, al Po, a cui aveva dedicato articoli e libri.

Dentro la bella chiesa dalle caratteristiche guglie, tanta gente che ha ascoltato la splendida omelia di don Giuseppe Nevi, originario di Vicomoscano ed ora a Cremona, attorniato da molti altri sacerdoti tra cui il direttore di Vita Cattolica Monsignor Vincenzo Rini.

Apparentemente immobili, anche se scossi dentro dalla commozione e tristezza, la consorte, i figli e tutti i parenti dello scomparso alla cui memoria ha dedicato, a nome di tutti, una fluida dedica l’ex senatore Angelo Rescaglio, che ne ha dipinto la personalità, le capacità letterarie, raccontando come fosse stato in grado di passare dal giornalismo alla narrativa e alla poesia descrivendo così bene il paesaggio cremonese con le sue cascine con gli argini e la gente del Po.

Dopo Rescaglio uno dei figli, impegnato nella Radio Vaticana a Roma, si è avvicinato al microfono per ringraziare tutti i partecipanti alla funzione immaginando che tanti dei presenti, alcuni giunti da lontano, avevano fatto parte della vita professionale del papà deceduto all’età di 72 anni per una grave malattia.

Sul sagrato della chiesa, attorno al carro funebre, è stato un ininterrotto e lunghissimo l’abbraccio tra i famigliari e i tanti presenti. Vecchi colleghi di Giuseppe Ghisani e giornalisti più giovani che da lui, oltre che direttore anche responsabile delle pagine del territorio del quotidiano “La Provincia di Cremona”, avevano imparato i segreti del mestiere.

Commosso l’ex presidente della Provincia cremonese Giuseppe Torchio, che stringendo le mascelle ha avuto solo la forza di mormorare “Era uno che non ballava nel manico” riferendosi alla serietà, alla professionalità e all’onestà intellettuale del caro, indimenticabile Beppe.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti