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“La città sostenibile
fuori dal ghetto”
realizzata dai Sinti

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Scuola come “struttura inclusiva”, scuola come “contenitore culturale”: da queste linee guida è nato il “Progetto Incontro”, che vede l’Istituto Comprensivo Diotti di Casalmaggiore impegnato nell’ambito di iniziative mirate all’integrazione sociale e alla cittadinanza attiva. Cinque dei sessanta giovani coinvolti nelle attività interculturali, fanno parte della comunità Sinti e durante l’anno scolastico appena concluso, seguendo una precisa proposta curriculare, hanno riprogettato il campo nomadi casalese rendendolo (digitalmente) un quartiere a tutti gli effetti, comprendente spazi verdi, camminamenti e recinzioni.

Un progetto interculturale, introdotto dalla referente Federica Passera e spiegato insieme alle altre docenti dell’Istituto Comprensivo Diotti coinvolte: “Si tratta di un’iniziativa che tutta la provincia cremonese ci invidia”, fa sapere la direttrice Maria Assunta Balestrieri. “Abbiamo difeso e portato avanti questo progetto negli anni, superando anche le critiche”.

“La scuola può fare tanto per costruire una società migliore”: ha precisato Maria Luisa Manfredi, che ha seguito la parte legata al recupero dell’identità storica nazionale della popolazione dei Sinti.

Il progetto ha ottenuto l’approvazione dell’assessore ai Servizi Sociali, Pierluigi Pasotto, che ha ricordato come il comune si sia speso negli ultimi anni in tema d’integrazione: a partire dal patto di responsabilità stipulato proprio con i Sinti di stanza in via Del Porto, “un patto che verte su tre punti: scuola, lavoro e legalità”.

E proprio in ambito scolastico s’inserisce il progetto “La città sostenibile fuori dal ghetto”, che propone una visione del campo nomadi di Casalmaggiore molto più integrata nella realtà urbanistica comunale, secondo la filosofia: meno campo, più quartiere.

I dettagli del progetto sono stati presentati martedì all’Istituto Comprensivo Diotti, alla presenza della direttrice Maria Assunta Balestrieri, della vicepreside Adelaide Piccinelli, della docente referente del “Progetto Incontro” Federica Passera, delle professoresse Maria Luisa ManfrediElisabetta Ghidini e Laura Vergine che hanno curato la realizzazione dell’iniziativa insieme ai ragazzi Sinti, di Gianpiero Gallo che ha diretto la creazione di murales legati al progetto interculturale, di Paola Vezzoni, “colonna portante” (a detta delle stesse insegnanti) del percorso d’integrazione e dello stesso assessore Pierluigi Pasotto.

Protagonisti, i ragazzi Sinti: il loro elaborato verrà consegnato direttamente agli uffici competenti del comune di Casalmaggiore, che si occuperanno del passaggio successivo del progetto: realizzare “La città sostenibile fuori dal ghetto”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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