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Baia-Santa Lucia, nuove
scintille. Spunta
anche un esposto

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La riunione si è conclusa con l’auspicio di un maggiore buon senso tra le parti. Resta da capire se, dopo anni di diatribe, questo potrà bastare, se sarà davvero la volta buona. A fare discutere, ancora una volta, i decibel del locale “La Baia” in zona Lido Po, che il comitato Santa Lucia contesta e non è più disposto ad accettare.

Ieri mattina l’ultimo incontro ha coinvolto i cittadini del comitato, il sindaco Claudio Silla e anche alcuni esponenti dell’Arpa, organismo deputato al piano acustico zonale. Un passaggio fondamentale per chiarire alcuni punti nodali. In primis, la questione deroghe. Inizialmente si pensava fossero 16 concesse su tutto il territorio comunale. In realtà sono 16 per ogni attività. La Baia ne sfrutterebbe 13. Sin qui, tutto ok. Poi, però, ecco i problemi: “La deroga è subordinata all’attività principale del bar o del locale” spiegano dall’Arpa. Si lega all’orario e alla possibilità di andare oltre con i decibel. L’orario lo determina il comune (che ha deciso di chiudere le feste in deroga all’1 di notte), i decibel li prescrive il regolamento comunale: mai oltre i 70 dal punto di emissione. “In realtà” spiegano dal comitato “tramite alcuni calcoli dati dai rilievi di facciata (ossia effettuati dalle abitazioni, ndr) abbiamo motivo di credere che i decibel all’emissione superino quota 100”.

Sulle attività normali, non in deroga, ha suggerito l’Arpa, chi si sente disturbato non fa altro che fare un esposto al comune, chiamando carabinieri o polizia locale perché verbalizzino che il suono è fastidioso. Questo esposto, autenticato da un pubblico ufficiale (“potrebbero presto essere autorizzate anche le Gev” spiega il comitato) viene poi inviato alla Procura della Repubblica. “Di solito i carabinieri dicono che non possono farci nulla” ribattono dal comitato Santa Lucia “vediamo se ora le cose cambieranno. Di certo è stato positivo avere firmato con l’Arpa un accordo: loro faranno rilevamenti a sorpresa, arrivando a Casalmaggiore all’insaputa del locale. Anche i presunti limitatori (strumenti che spengono gli amplificatori se questi superano i limiti, ndr) non sono sicuri: potrebbero essere taroccati”.

Infine, sempre dal comitato, una nuova accusa: “Stiamo per spedire un esposto alla Sovrintendenza dei Beni Paesaggistici. Quest’anno alla Baia c’è una piattaforma in cemento di 12×16 metri: non esiste alcuna autorizzazione, alcun permesso in comune per questa costruzione, che però è stata realizzata lo stesso”.

Stavolta i decibel non centrano, ma è chiaro che ormai è guerra aperta… E il buon senso potrebbe non bastare.

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