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Rugby Casalmaggiore,
il nuovo campo è
finalmente più vicino

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Nella foto i lavori iniziati più di un anno fa

Niente Casalbellotto (ormai troppo tempo è passato senza una risposta): il Rugby Casalmaggiore, al suo quarto anno di vita, potrebbe finalmente trovare una casa propria, che poi è quella inizialmente pensata dai vertici degli Amici del Po.

Con ogni probabilità nel prossimo autunno lo spiazzo liberato nella scorsa primavera dai pioppi (il terreno è di proprietà della stessa società degli Amici del Po) avrà tutta la parvenza di un campo da rugby regolare: il primo passo è passato da una sorta di imprimatur da parte di Alfredo Gavazzi, presidente della Federazione Italiana Rugby, che la scorsa settimana, in un raduno a Calvisano riservato a tutte le società della zona Est Lombardia, ha premiato, anche se per il momento a parole, il bel progetto della società.

“Si è parlato di accademie e di centri di formazione, come quelli che saranno potenziati a Viadana e Remedello, che saranno i due più vicini a noi” racconta Fabrizio Vappina, presidente del Rugby Casalmaggiore “ma a margine abbiamo parlato del nostro progetto: lui lo ha apprezzato e ci ha sollecitato a spedirlo subito alla Fir. Dopo questa benedizione, non ci siamo fatti pregare e ora attendiamo il parere della commissione impianti della stessa Federazione”.

Che può finanziare fino al 50% della copertura per il campo, con un tetto massimo di 50mila euro garantiti. Mancano ancora i preventivi, rivela Vappina, e il computo metrico stimativo, ma un primo passo formale è stato compiuto. “Oltre al campo, vogliamo illuminare anche il terreno d’allenamento (che si trova sempre all’interno della proprietà degli Amici del Po, ma in un’altra zona, ndr) e risistemare gli spogliatoi. Dopo avere messo a posto campo di allenamento e tribune, siamo alla seconda parte dell’opera. Ma prima ci concentreremo sul campo di gioco ufficiale”.

Tempi stimati? “Non abbiamo un’idea precisa, però per la stagione 2013-2014 contiamo di giocare in casa, finalmente. Ora dobbiamo parlare con i vivaisti per la semina dell’erba: potrebbe partire anche subito, ma con il caldo che sta uscendo il rischio è di bruciare tutto il manto appena dopo la semina. Vedremo, sperando anche che il Po abbia finito di fare le bizze: terminare tutto a ottobre (mese di inizio della stagione agonistica, ndr) sarà dura, ma ce la metteremo tutta. Comunque sia, entro il 2014 credo proprio che il Rugby Casalmaggiore, sin qui ospitato a Colorno per i match interni, potrà finalmente giocare nel suo comune”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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