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Corteo Sikh, si prepara
una contestazione
in favore dei Marò

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Per il momento è soltanto una voce, che però è già arrivata al comandante della polizia locale Silvio Biffi e presto potrebbe allertare anche le altre forze dell’ordine presenti sul territorio casalese. Il 29 giugno, giorno della sfilata già fissata da parte dei Sikh del circondario, qualche cittadino di Casalmaggiore potrebbe manifestare in favore di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò italiani da un anno e mezzo trattenuti in India in attesa di un processo che tarda ad arrivare.

Di fatto, in una festa che l’anno scorso ha favorito l’integrazione (tanti gli italiani che hanno seguito con interesse un evento che a Casalmaggiore non si era mai visto), nessuno in questa edizione intende guastare la festa. Si vuole però, senza dubbio, richiamare l’attenzione sul problema, cercando di sensibilizzare la stessa popolazione indiana, anche se solo per quel che concerne l’etnia Sikh.

“Non vogliamo fare polemiche e tanto meno arrivare a scontri” spiega uno dei promotori che sta lavorando all’iniziativa e chiede di rimanere anonimo in attesa di comunicare ufficialmente la presenza dei contestatori ai lati del corteo “ma stiamo raccogliendo piano piano qualche adesione e saremo presenti con uno striscione. I Sikh non hanno alcuna colpa e la loro manifestazione è davvero positiva: tuttavia, lanciamo loro un messaggio e chiediamo che anche loro, per quanto è possibile, possano intercedere con il governo indiano perché sblocchi questa situazione davvero scandalosa. Noi lasciamo che loro sfilino qui da noi, con grande disponibilità, loro aiutino anche noi, nei limiti delle loro possibilità”.

Già lo scorso 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate (che a Casalmaggiore coincide con San Carlo Borromeo, patrono della città), un cittadino casalese, invero isolato, espose lo striscione “Liberate i Marò” durante il minuto di raccoglimento. Stavolta la protesta potrebbe essere più forte e coinvolgere anche qualche gruppo o partito politico. Staremo a vedere. Quel che sembra certo (o comunque probabile) è che il corteo sfilerà quest’anno anche in piazza Garibaldi, fulcro nevralgico della casalesità. E nel momento di massima integrazione (anche se simbolica) la speranza è che la protesta, giusta nei contenuti, non ecceda nei toni.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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