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Seconda prova con
il sorriso: è un Romani
molto più rilassato

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Seconda prova, la solita àncora. Buona per il giro di boa, buona, soprattutto, come scoglio di salvezza. A metà del guado dal Polo Romani di Casalmaggiore esce qualche sorriso in più. Al Classico Quintilliano era lungo e inatteso, ma molto lineare nella sua grammatica latina; al Linguistico le opzioni erano tutte fattibili (in fin dei conti basta conoscere la lingua, poi inglese, francese o tedesco fa poca differenza); all’Itis informatica è stata tosta all’inizio, poi una volta digerita non ha fatto paura; ai Geometri la maratona del progetto garantiva più di una valvola di sfogo e opzione; allo Scientifico-Tecnologico matematica è il solito scoglio indigesto ai più, ma neppure così “velenoso” stavolta.

Soddisfazione, insomma, dall’unica prova che prevede tempistiche diverse a seconda dell’indirizzo. Il casalese Andrea Bonazzoli, della 5° A Linguistico ha scelto francese: “Prova di attualità: le nuove tecnologie, con analisi del testo e domande”. Camilla Caribotti, della 5° B Linguistico, ha preferito la traccia di inglese, ripresa quasi pari pari da un testo di Federico Moccia. “I lucchetti d’amore, tipo quelli di Ponte Milvio. Tema particolare, da sviluppare tramite comprensione del testo, riassunto e poi opinione personale”. In lingua tedesca si è invece espresso Nicolas Alberici di Cicognara (5° B Linguistico): “Ho scelto la traccia letteraria (uno dei pochi, ndr) con il confronto tra testo utopico e distopico. Non semplicissimo, ma mi ispirava il contenuto. Sono soddisfatto”. Per ogni lingua la possibilità di scegliere tra due tracce: attualità o letteratura. Eleonora Feroldi (5° A Linguistico) da Calvatone ha scelto lingua francese, che così vince il mini sondaggio tra i tre idiomi preferiti al Romani. “Esercizi non difficilissimi, ma io sono superstiziosa. Ho qualche dubbio in particolare sul riassunto, per il resto tutto ok”.

Prova flash, ma intensa, per il Liceo Classico: quattro ore per tradurre Quintilliano dal latino all’italiano. Con un grazie alla “prof” di riferimento. “Era una versione lunga e un autore inatteso” commenta Carlotta Sarzi di Rivarolo del Re “ma non era difficile”. “Durante l’anno” le fa eco la compagna casalese Valeria Nicolini “ci siamo abituati a traduzioni di testi lunghi, quindi è andata bene. La versione parlava di Omero come maestro di eloquenza”. Rachele Damini di Sabbioneta conferma le buone sensazione. Quintilliano non era atteso, ma non era così ostico, volendo fare un paragone, come Magris nel tema di italiano. “E’ stata una versione più facile del previsto. Mi aspettavo Tacito, ma meglio così. Certo, quattro ore ci sono volute tutte”. Consuelo Cozzolino di Cremona spiega il vero problema della versione. “Serviva il giusto lessico, era difficile la resa italiana delle parole latine. La grammatica, invece, era abbastanza chiara”.

A sorpresa anche uno studente dei Geometri esce poco prima delle 13 (nonostante le otto ore concesse): si tratta di Four Kaled di Scandolara Ravara: “E’ stata dura, ma ho fatto presto: abbiamo realizzato il progetto di un museo. Questa seconda prova era sicuramente più facile della prima, dove i temi erano davvero troppo ostici”. Alle 16, con un salto temporale notevole, esce invece Martina Diotti, che spiega nel dettaglio la prova. “Si trattava di lavorare sul progetto di un parco ambientale. La seconda prova per i Geometri nasconde sempre insidie, ma nel nostro caso avevamo la possibilità di scegliere tra varie opzioni: progettare un museo, l’abitazione del custode o padiglioni di prodotti tipici. Ho scelto la seconda opzione. Sono soddisfatta”.

Tocca poi al Liceo Tecnologico-Scientifico. Jacopo Stefanoni di Casalmaggiore, look e maglietta da Joker, presenta la prova con fare sornione: “Matematica, con una serie di problemi e di studi di funzioni, di aree e volumi. Onestamente per me era impossibile, ma matematica non è il mio forte. Io punto tutto su prima e terza prova e sugli orali”. Anche per Matilde Bandirini i timori erano concentrati su questa seconda prova. “E’ senza dubbio l’ostacolo più duro di tutti. Dire che sono soddisfatta è una parola grossa, qualche esercizio mi ha messo in crisi ma, insomma, finalmente è andata”. Francesco Vezzosi, invece, va controcorrente. “E’ stata più dura oggi che ieri, ma credo che questa seconda prova sia andata benino”.

Sembrano più rilassati, a chiusura della carrellata, i ragazzi dell’Itis. Simone Ingusci sostiene che la prova di informatica era “lunga, questo sì, ma non impossibile. Sono abbastanza convinto di averla svolta bene. E’ andata meglio di ieri”. Luca Falavigna di Bozzolo è d’accordo. “Una prova fattibile, il testo era chiaro, le richieste pure. Nulla di troppo complesso. Ora la terza prova è un rebus, soprattutto perché due ore di tempo sono pochissime”.

Intanto, però, si è già oltre metà dell’opera. E questa, per tutti i maturandi che fino a due giorni fa passavano notti insonni, è forse la notizia migliore.

Giovanni Gardani


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