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Il cielo d’Irlanda
ha “rapito” la rivarolese
Osanna Sarzi Madidini

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Nella foto, Osanna Sarzi Madidini

“Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce, il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce, il cielo d’Irlanda ti annega di verde e ti copre di blu”: inizia così, col ritornello di una canzone di Fiorella Mannoia, il racconto di Osanna Sarzi Madidini, che da Rivarolo del Re ed Uniti è partita due anni e mezzo fa per Dublino e da poche ore ha pubblicato la sua storia sul sito www.casalaschinelmondo.it.

“Praterie verdi incontaminate, nuvole, scrigno di promesse incerte e… birra che scorre a fiumi! In questo angolo del mondo, prospettato inizialmente come una parentesi, vivo ormai da circa 2 anni e mezzo”: scrive Osanna.

“L’internazionalità di Dublino, l’atmosfera vivace e spensierata, la professionalità degli ambienti di lavoro,  in cui i giovani sono una vera e propria risorsa per le loro idee e per la loro energia, sono stati determinanti per decidere di rimanere. Ho imparato ad apprezzare la possibilità di confrontarmi con persone di “background” diversi, in un contesto lavorativo “friendly” e multiculturale, lontano dagli schematismi italiani, ed inoltre molto organizzato,  che mi ha permesso di rivalutare il concetto del tempo come risorsa. Fare amicizia a Dublino è particolarmente semplice, sia con persone locali che con persone di altri Paesi come me. Gli irlandesi sono un popolo genuino ed amichevole che si presta ben volentieri ad  indicarti la strada o ad offrirti un drink al pub. Anche l’afflusso di stranieri, principalmente europei sotto i 27 anni,  è cospicuo grazie alle numerose IT companies come Google, LinkedIn, Ibm, Facebook, Twitter (..) ubicate tra Dublino e dintorni. I ritmi di vita sono simili ai nostri italiani a parte le abitudini alimentari: si pranza solitamente prima di mezzogiorno e si cena verso le 6:30 – 7 pm, l’orario dell’aperitivo italiano per intenderci; unica deroga il “brunch” della Domenica verso le 2 pm per dare il tempo di smaltire l'”hangover” (altrui) della sera prima. Per chi come me non ama la Guinness e il Whiskey, drinks per eccellenza made in Ireland, è dura trovare una valida alternativa; purtroppo l’abbondanza di vini importati oltreoceano non dà spazio alla qualità italiana. Una nota dolente è sicuramente il cibo, o meglio la varietà di cibo. Si possono assaporare l’Irish Stew, le ostriche fresche, il salmone, la bistecca di Angus irlandese, ma i supermercati scarseggiano drasticamente di frutta e verdura. Le panetterie sono quasi assenti, i salumifici lo sono del tutto.Tappa d’obbligo per chi visita la capitale sono la  passeggiata per Temple Bar dove pullulano musicisti e ballerini improvvisati e i tipici “old pubs” irlandesi, una foto dall’Ha’Penny Bridge e un tour nella via dei negozi di Grafton Street, via particolare ma ben distante dall’eleganza e dalla classe del nostro Made in Italy.  Per chi ama le attività “outdoor”, golf, sailing e trekking sono tra le più gettonate, disponendo di ampie vallate e della vicinanza con il mare. Detto ciò nulla è paragonabile al comfort ed ai profumi di casa tua, ai pranzi e alle cene preparati con tanta cura dalla mamma, alla passeggiata in bicicletta per le vie del Gambalone, ad un buon spritz dal Baggi con i vecchi amici… Assapori il gusto delle cose semplici e spesso ritenute banali quando non le hai… Purtroppo o per fortuna la vita è fatta di scelte, e le scelte sono dettate spesso dalle priorità. Questo non significa che un domani non si possa avere tutto!”

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