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Casa Zani, da Pasotto
ok alla proposta Araldi
ma resta il gelo

Pasotto-ev

Massimo Araldi è intervenuto sul caso Zani per favorire un riavvicinamento politico; di fatto la sua proposta, che vede l’utilizzo futuro di casa Zani da parte delle associazioni culturali casalesi, è stata accolta dal Pdl, ed ora anche la maggioranza dice sì, ma è evidente che la frattura si è tutt’altro che sistemata, anzi.

L’assessore Pierluigi Pasotto parla a nome dell’amministrazione a seguito dell’intervento prima di Araldi e poi dei fratelli Ferroni. “Mi sembra chiaro come probabilmente nella lista Casalmaggiore per la Libertà si siano resi conto di quel che hanno combinato, tenendo il maestro Zani sulla graticola per una settimana, lui che è lontano dal gioco politico. Noi come maggioranza vogliamo chiedergli scusa, non pensavamo che potesse accadere una cosa simile”.

Fatta questa premessa… “Il sindaco Silla cercherà di ricucire la vicenda, qualora sia ancora possibile, perché siamo convinti della nostra linea, e raccogliamo anche la proposta di Araldi, anzi con le associazioni locali collaboriamo da anni in molteplici occasioni, per far sì che i cittadini siano coinvolti. Destinare prevalentemente alla fasce più giovani casa Zani, come richiesto dal maestro, era una cosa che avevamo già in mente”.

Il Pdl chiede una valutazione di impatto economico. “Sul caso Lido Po avevamo proceduto con una lunga stima dell’ufficio tecnico perché era una decisione da prendere subito, e Ferroni si disse favorevole ad un investimento di 120mila euro per il recupero. Su casa Zani la relazione dell’ingegner Rossi dà l’idea dell’investimento necessario per poter aprire piano terra al pubblico, ma trattandosi di un intervento da farsi in futuro, non abbiamo sparato cifre, le renderemo comunque pubbliche ai cittadini”.

Si sa che i vincoli posto dal maestro Zani riguardano la destinazione d’uso, la manutenzione del giardino e un vitalizio di 2500 euro all’anno per il sostenimento spese. Non una grande cifra, certamente lontana dal mezzo milione di euro cui accennava Ferroni in consiglio. “Le cifre che comportano i vincoli – aggiunge Pasotto – non sono comunque alte, considerata soprattutto l’entità della donazione”.

In chiusura, gli chiediamo, accettate quelli che da destra definiscono toni distensivi? “Gli incontri con i capigruppo Ferroni avrebbe potuto chiederli in qualsiasi momento, invece abbiamo passato una settimana del genere. Dicano chiaramente che la loro è stata una manovra propagandistica ed elettorale”.

Altro che ramoscello d’ulivo…

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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