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Viadana fa la conta
dei danni: 15 milioni
e 320mila euro

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Viadana fa la conta, abbastanza puntuale, dei danni dopo il nubifragio dello scorso sabato. Un calcolo reso possibile dalla lunga fila di chi, in questi giorni, si è recato in municipio per certificare i propri disagi e chiedere dunque un adeguato rimborso alla Regione Lombardia: giovedì pomeriggio gli uffici competenti hanno dato la scadenza e proprio giovedì, alle ore 15.15, la pratica numero 17298, sotto forma di scheda Rasda, è stata spedita in Regione. Resta ora da capire quanto il Pirellone potrà corrispondere su un totale, si pensi, di 15 milioni e 320mila euro.

Ma il lavoro di “censimento danni” del comune di Viadana non si ferma alla cifra complessiva, anzi scava a fondo con una relazione puntigliosa, che analizza le strutture colpite a seconda della tipologia.

Le imprese industriali danneggiate sul suolo del comune di Viadana sono quaranta, per un totale danni stimato in 10 milioni di euro; le imprese agricole colpite sono invece venti, per 2 milioni di euro stimati. Questi i danni maggiori. Dopo di che 70mila euro sono stati richiesti per le infrastrutture pubbliche, con operazioni che vanno dalla pulizia con spurgo fognature straordinario, alla pulizia delle strade da rami e foglie, alla sistemazione delle tapparelle danneggiate all’asilo nido e alla scuola materna Bedoli. E ancora allagamenti in municipio, al MuVi, alla palazzina di via San Francesco, senza scordare gli alberi caduti in via al Ponte con danni alle linee elettriche.

Non è finita: per arrivare alla cifra sopra riportata di 15 milioni e 320mila euro, occorre conteggiare anche i 250mila euro necessari per i danni alle proprietà private, che tengono conto anche di un nucleo famigliare evacuato dopo il nubifragio. Mancano alla conta 3 milioni di euro, che saranno richiesti per i danni al territorio nel comporto agricolo, in particolare per le colture di mais, zucca, pomodoro, anguria, melone e frutta in genere, ai pioppeti, al patrimonio boschivo. “In questo caso però” spiega il sindaco Giorgio Penazzi “l’importo non può essere preciso. E’ una quantificazione di larga massima che, soprattutto per i danni ai boschi, potrebbe anche lievitare. A nostro avviso qualche denuncia è venuta a mancare”.

Viadana è stata poi divisa, nella relazione, in quattro zone, ognuna delle quali ha subito tipologie di danni differenti: il capoluogo ha subito allagamenti, caduta alberi, danni a edifici e materiale posto in magazzino e danni alle linee produttive (macchinari); nella zona di via al Ponte, invece si sono registrati allagamenti, caduta alberi, danni a edifici e linee elettriche; alla Gerbolina si parla di allagamenti, danni a edifici e magazzini e danni alle linee produttive; in campagna, invece, danni a coltivazioni e impianti agricoli.

Ora, dopo il triste e per certi versi drammatico censimento, si attende una risposta da Milano: sperando che buona parte del rimborso chiesto possa essere disposto per il comune mantovano.

Giovanni Gardani

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