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Piano d’area casalasco,
adesso tocca
ai Consigli comunali

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Nella foto, l’assessore provinciale Leoni e le ACI 13 (in verde) e 14 (in arancione)

Concetti come “pianificazione di area vasta” rischiano di fare al lettore lo stesso effetto che fece “La Corazzata Potemkin” a Ugo Fantozzi. Dietro le parolone in burocratese a volte si celano contenuti in grado di influire pesantemente sul mondo che vivremo nei prossimi anni.

In questo caso ci riferiamo ad un progetto che ha come obiettivo ottimizzare l’uso e la gestione delle risorse territoriali, ambientali ed economiche in un’area che coinvolge 14 comuni, 275 kmq e 32.000 abitanti. L’area che tecnicamente unisce la cosiddetta ACI 13 (Casteldidone, Cingia, Gussola, Motta, San Giovanni, San Martino, Scandolara, Solarolo, Torricella e Voltido) all’ACI 14 (Casalmaggiore, Martignana, Rivarolo e Spineda) si propone, secondo il protocollo d’intesa, di “realizzare un’esperienza di pianificazione intercomunale, tra enti di dimensioni molto diverse ed in cui la pianificazione del Comune più popoloso, Casalmaggiore, e quelle dei Comuni limitrofi si armonizzi, individuando di concerto le nuove filosofie riguardanti tutti gli insediamenti esistenti e possibili sul territorio”.

Il PTdA (Piano Territoriale d’Area) casalasco viene configurato come strumento di attuazione del piano territoriale di coordinamento provinciale, per valorizzare e attrarre con il dovuto rispetto per ambiente.

L’ultimo incontro sul tema ha coinvolto i 10 comuni dell’ACI 13, lunedì sera a Scandolara Ravara: l’assessore Vanni Leoni, regista del progetto, ha evidenziato le prossime tappe, con tempi stringenti. Approvato a fine maggio il protocollo d’intesa, il 31 agosto scadrà il termine per le osservazioni, ed entro il 30 dicembre si avrà la presentazione degli elaborati costituenti il progetto finale. Nel contempo la Provincia e i comuni dovranno approvare il PTdA, che dovrà essere recepito e utilizzato dai PGT comunali.

Tale piano costituirà insomma la base per lo sviluppo futuro dell’area casalasca, intervenendo su svariati settori: lo sviluppo produttivo e infrastrutturale (in considerazione della CR-MN, della TiBre e della circonvallazione di Casalmaggiore), la valorizzazione del sistema ambientale e del paesaggio (con verifica ad esempio del concreto utilizzo del Parco Golena del Po), il contenimento del consumo di suolo agricolo, la proposta del sistema insediativo sovralocale secondo effettive esigenze di carattere abitativo, il piano di servizi intercomunali.

Una partita molto importante che va condivisa, e che integra, andando oltre, le unioni di comuni e gestioni associate dei servizi in corso di perfezionamento.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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