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C’è lo stato di calamità
ma non riguarda
l’ultimo nubifragio

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Quando venerdì mattina le agenzie parlamentari hanno iniziato a battere la notizia della firma del Ministro per le Politiche Agricole Nunzia De Girolamo circa il riconoscimento dello Stato di Calamità dichiarato per alcune zone della Lombardia (e della Toscana e dell’Emilia Romagna), la mente di molti è subito corsa al nubifragio dello scorso sabato 13 luglio.

Qualche dubbio in realtà era sopraggiunto: da un lato la celerità davvero clamorosa dei tempi della politica, che solitamente non è mai così sbrigativa. Tuttavia, considerata l’eccezionale portata dell’evento, qualcuno aveva creduto in un piccolo miracolo. Dall’altro lato però il fatto che soltanto sei comuni del casalasco (Cà d’Andrea, Cingia dè Botti, Piadena, San Martino del Lago, Solarolo Rainerio e Voltido) fossero coinvolti dal decreto ha cominciato a far ricredere i più ottimisti. Ma come? Soltanto sei piccoli comuni in una delle zone più martoriate, a livello agricolo, d’Italia? Dov’è, per esempio, Rivarolo del Re, sede del Consorzio Casalasco del Pomodoro, che ha perso il 35% del raccolto?

In effetti la risposta è arrivata presto: è bastato leggere tra le righe il comunicato per comprendere che in realtà lo Stato di Calamità è stato sì dichiarato ma per il maltempo della scorsa primavera, che ha rallentato molto i cicli produttivi e “fatto saltare” parecchie colture. La decisione riguardante il nubifragio, insomma, si fa attendere e, considerati i tempi previsti, è pronosticabile che una risposta possa arrivare tra settembre e ottobre. Comunque sia e a scarso di equivoci, chiariamo che la notizia della dichiarazione dello Stato di Calamità rimane una notizia positiva per il nostro territorio.

Intanto, proprio sulle tempistiche qualche frizione tra centro-destra e centro-sinistra si fa sentire: in particolare il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni sottolinea come a Roma, in un paio di giorni, sia arrivata la firma. Tanto è passato dal 29 luglio, giorno in cui Regione Lombardia ha spedito a Roma la richiesta per l’attivazione del fondo di solidarietà nazionale per interventi compensativi, e l’1 agosto, giorno in cui il Ministro De Girolamo ha firmato. Le lungaggini, secondo Alloni, sono dunque stati della Regione, che pure accusava il Governo di essere in ritardo. Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura (Lega Nord), ha invece sottolineato la celerità del provvedimento e soprattutto il fatto che lo stesso arriverà a coprire sia i danni strutturali (a capannoni, caseggiati agricoli, etc) sia le colture assicurabili che siano state in effetti assicurate, con il risarcimento del danno.

Al di là del botta e risposta politico, rimane la sensazione che la Stato di Calamità potrebbe a questo punto essere accolto anche per il nubifragio del 13 luglio, indubbiamente più pesante e devastante, oltre che di maggiore interesse per il casalasco, che ha visto praticamente tutti i suoi comuni colpiti, in diversa misura. Staremo a vedere: i tempi della politica non si sono ancora accorciati in modo miracoloso, ma se non altro una piccola speranza arriva, per i nostri agricoltori (almeno per chi ha assicurato i suoi prodotti) da questo precedente.

Nel mentre chi è stato colpito dal maltempo primaverile potrà fare domanda di intervento alle autorità indicate dalla Regione Lombardia entro 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto firmato giovedì.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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