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Consiglio, gli incarichi
diplomatici di Penazzi
e i dubbi della Gialdi

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Stratega e diplomatico il sindaco Giorgio Penazzi durante l’ultimo consiglio comunale di Viadana nel regalare all'”avversario” Paolo Zanazzi un ruolo di primo piano per una importante opera di esplorazione. Un compito di responsabilità alla ricerca di accordi per un’aggregazione territoriale sulla questione della caserma dei Vigili del Fuoco. Cioè uno dei punti su cui il capogruppo del Pd aveva attaccato con maggior veemenza il primo cittadino. In un primo momento Zanazzi aveva respinto l’offerta dicendo che il rapporto con i sindaci della zona doveva essere gestito dal primo cittadino in persona .Ma quando Penazzi ha spiegato che i contatti che lui intendeva erano a livello di organismi politici, allora Paolo Zanazzi si è dichiarato favorevole e lusingato da tale incarico che il sindaco aveva preso nelle ultime ore in coesione col vice sindaco Dario Anzola.

Quello che invece ha suscitato qualche problema è stato l’affidamento concesso a Christian Manfredi (Pdl) del progetto di fusione tra i comuni limitrofi in sostituzione di Cesare Barzoni (dello stesso partito), promotore dell’iniziativa ma poi dimessosi da consigliere. Su questo punto si è registrato il parere negativo dell’esponente della Lega Bellini, che ha lasciato ovviamente di stucco l’esponente del Pdl.

Ma le reazioni più vibranti si sono registrate sulla questione di una nomina affidata dalla Giunta mediante una delibera. Delibera che Simonetta Gialdi della lista civica Porta Nuova ha attaccato sino allo sfinimento, scontrandosi come le capita sovente contro un muro di gomma. Gialdi contestava la clausola che indicava il possesso della laurea per ottenere il conferimento di un certo incarico. Titolo di studio che invece la prescelta non possedeva come la consigliera di minoranza ha messo puntigliosamente in rilievo, pur non avendo dubbi sulle qualità della vincitrice del bando. In sostanza Simonetta Gialdi ha fatto emergere l’imprecisione e la discordanza tra le delibere uscite dagli uffici comunali, con il benestare della segretaria comunale, e il regolamento e lo statuto a cui le delibere stesse si ispirano.

La temuta mozione urgente del consigliere leghista Giovanni Cavatorta contro Zanazzi (al quale si chiedeva di rimettere la delega all’Immigrazione, perché non esercitata in modo efficace) è stata invece ritirata, perché a parere del sindaco non aveva carattere d’urgenza: una decisione che ovviamente ha suscitato un certo malumore da parte dello stesso consigliere, alla luce dell’episodio che ha visto due indiani e cinque pakistani darsele di santa ragione con tanto di roncole a metà della settimana.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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