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Su Rai1 ampio servizio
sulle campane rumorose
del casalasco

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Nella foto, don Luigi Pisani nel servizio del Tg1

Se la campana non suona, in paese sembra mancare qualcosa. Se non suona è perché è in restauro, vai a pensare  che sia perché a qualcuno dà fastidio. Da secoli il suono delle campane scandisce  il ritmo delle nostre comunità, senza che nessuno consideri quel suono un mero rumore, che secondo la legge se oltrepassa una certa soglia va fermato perché costituisce inquinamento acustico. Poi però c’è qualcuno che solleva il problema e ci si accorge che quel che diamo per scontato non lo è poi tanto. Se sono le campane di una chiesa a fare rumore perché per loro non deve valere la legge che vale per tutti, anche se da secoli è così? E come avvenuto con i crocifissi nelle pubbliche sedi, con le proteste per l’Imu “scontata” alla chiesa, e altre situazioni, i cattolici fanno i conti con un mondo che cambia e spesso non è disposto a fare sconti alla libertà religiosa.

Il caso è scoppiato soprattutto nel casalasco, dove in pochi giorni prima sono stati “sigillati” dall’Arpa i battecchi della chiesa di Agoiolo (solo nelle ore notturne), poi un cittadino ha sollevato lo stesso problema a Rivarolo del Re, dove pure a questo punto è attesa una visita dell’Arpa per i rilievi che stabiliranno se anche qui di notte le campane dovranno essere messe a riposo.

E il problema è di quelli che non ti aspetti ti aver di fronte. Chi ha ragione? Decide la maggioranza o decide la legge? La legge ovviamente, che difende anche una minoranza se è dalla parte della ragione.

Di recente i casi simili si sono evidenziati in ogni parte d’Italia: in giugno le campane sono state fermate a Calci, nel pisano, dove il prete locale ha recriminato col fatto che gli schiamazzi notturni sarebbero invece tollerati. A Casoria presso Napoli è partito un esposto di alcuni cittadini per fermare le campane di una chiesa gestita dalle suore, in un luogo dove, dicono i “difensori della tradizione”, i decibel vengono sistematicamente superati da rumori ben più fastidiosi come i clacson degli automobilisti stressati dal fitto traffico napoletano.

L’anno scorso fu elevata addirittura una sanzione ad una parrocchia di Mestre per i rumori provocati dalle campane: la questione interessò anche la politica, col Pdl che avanzò una proposta di legge in regione Veneto per includere il rintocco delle campane nella libertà dell’esercizio di culto.

A Casalmaggiore e nelle due parrocchie mercoledì mattina è giunta una troupe della Rai per intervistare due parrochi di Agoiolo e Rivarolo del Re, il parroco del Duomo di Casalmaggiore e il sindaco Claudio Silla. Il servizio dovrebbe andare in onda nei prossimi giorni, su RaiUno, nel programma “Estate in diretta” in onda dalle 17,15 alle 18,50. Un assaggio è stato offerto nel Tg1 serale di mercoledì.

Sentiamo proprio don Alberto Franzini sulla questione: “La grande maggioranza dei cittadini non solleva questioni, ma ne basta uno perché il sindaco avvii la procedura contattando l’Arpa per i rilievi. Ora nei due casi vedremo cosa affermerà l’Arpa, ma devo aggiungere che la stessa Cei già 10 anni fa invitò i vescovi a dare disposizioni che tenessero conto, per il suono delle campane, della necessità di brevi rintocchi, di attenzione al rumore soprattutto per i sistemi di amplificazione. Poi se non disturba si deve affermare anche la libertà religiosa, si tratta di agire con buonsenso. In fondo le campane svolgono anche un servizio civile, annunciando morti, nascite e matrimoni che sono un segno di appartenenza comunitaria. Sennò finisce che ognuno si rifugia a casa propria  e avremo la pace dei cimiteri”. Già, in fondo è sempre questione di buonsenso, sennò dovremmo intervenire sui galli capaci di far troppo bene il loro mestiere all’alba.

Insomma, le armonie sprigionate dai campanili fanno più bene allo spirito o fanno più male all’udito?

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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