Un commento

Pre-scuola, costi
triplicati? “Contributo
non obbligatorio”

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La polemica che nei mesi scorsi ha coinvolto il servizio mensa proposto dal comune di Casalmaggiore alle scuole materna, elementare e media si sposta stavolta sul pre-scuola, servizio offerto dalla struttura scolastica che consente ai genitori di lasciare i propri figli a scuola, sotto lo sguardo del personale, mezzora prima dell’inizio regolare delle lezioni.

In sostanza, chi va al lavoro prima delle 8, ora della prima campanella, può lasciare il proprio figlio dentro i cancelli scolastici con un lieve anticipo. Si tratta di un servizio che, a Casalmaggiore come altrove, prevede un piccolo contributo. Detto che ad alcuni genitori non è ancora arrivato l’elenco della spesa (ovvero i vari contributi da pagare per l’anno scolastico appena iniziato), abbiamo preso spunto dallo sfogo di una mamma per cercare di chiarire la situazione. Questa mamma, che ha un bambino che va alle scuole elementari, lamenta che dall’anno scorso a quest’anno la tariffa del pre-scuola è triplicata: da 40 euro a 120, per la precisione. Parliamo di cifre annuali, chiariamolo, dunque di una spesa non troppo sostenuta. Certo però stupisce la lievitazione di questo contributo nel giro di tre mesi (quelli estivi).

A difendere la decisione della scuola è Valeria Vicini, responsabile amministrativo della “Marconi”. “Abbiamo semplicemente eseguito la delibera del consiglio d’istituto del 15 gennaio 2013: questo consiglio, composto da professori ma anche da genitori, ha chiesto che il contributo del servizio pre-scuola, da 5 euro al mese passasse a 15 euro”. Tradotto, dato che i mesi conteggiati sono otto (vengono concesse gratuitamente le due mezze mensilità di settembre e giugno e non si conteggiano i due mesi pienamente estivi di luglio e agosto), da 40 euro si è passati appunto a 120 euro all’anno.

Un po’ troppo? “La direttrice Bruna Braga e la sottoscritta” spiega Vicini “hanno applicato la delibera. Ciò detto, poiché ci rendiamo conto che la crisi morde, abbiamo cercato di venire incontro alle famiglie più bisognose. Posto che chi lavora può probabilmente sopportare questo aumento, stiamo cercando di applicare il criterio della flessibilità: ovvero, in base al reddito e alle Isee, abbiamo deciso che il contributo per il servizio è di 40 euro, mentre i 120 euro non sono obbligatori, questo deve essere chiaro. Molti genitori ci hanno chiesto informazioni e aiuto e noi siamo venuti loro incontro, non solo proponendo rate mensili e semestrali, ma anche applicando notevoli sconti dinnanzi a situazioni di difficoltà. Ripeto, comunque, che questo contributo di 120 euro non è obbligatorio”.

La mamma che si era lamentata, tuttavia, non è del tutto d’accordo: “Se non pago il contributo mio figlio non ha il pass per potere sostare a scuola e quindi, di fatto, io quei soldi li devo pagare”. Con ogni probabilità l’accordo, stando alle parole di Valeria Vicini, si potrà trovare a metà strada, con un cospicuo sconto appunto. “Ma avrei preferito” spiega Vicini “che questa persona ne parlasse direttamente alla direzione, senza andare sui giornali”.

Nel mentre si avvicinano novità importanti anche sulla questione mensa. In questo caso la palla passa al comune di Casalmaggiore. Angela Bellini, responsabile del servizio, spiega che le tariffe non sono state modificate. “Si parla ancora di 3,80 euro per la scuola dell’infanzia, 4 euro per la primaria e 4,40 per la scuola media: sono tariffe calcolate a pasto. Fino al 31 dicembre le tariffe resteranno invariate, poi si vedrà cosa deciderà il comune per il 2014”.

Nel mentre è quasi pronto il regolamento della commissione mensa. “E’ in fase di ultimazione” racconta Bellini “e potrebbe anche essere discusso in uno dei prossimi due consigli comunali”. Un documento che la stessa commissione aveva richiesto, assieme al capitolato (già ottenuto) e che potrebbe chiarire diversi punti oscuri, che tanti fraintendimenti avevano causato lo scorso anno.

Giovanni Gardani

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Commenti
  • Marzia Poli

    Mi chiamo Marzia Poli, nei giorni scorsi mi sono lamentata del costo eccessivo del servizio prescuola. Vorrei esporre alcune considerazioni:
    1. La deliberà sarà anche stata del 15 gennaio 2013, ma io ne sono venuta a conoscenza solamente la settimana scorsa, quando, recandomi all’ufficio preposto della scuola mi è stato comunicato l’aumento del contributo. Quindi la scuola non si premura di informare l’utenza.
    2. Mi è stato detto che il contributo sarebbe stato di 120 euro, senza se e senza ma (anche se pagabile a rate o secondo varie modalità). Da quanto esposto nell’articolo sembra che sia di 40… non mi è chiaro quanto detto dalla sig.ra Valeria Vicini. A questo punto ho versato la prima rata da 60 euro e ritengo saldato il mio debito.
    3. Se il problema è trovare risorse economiche a sostegno dell’attività scolastica, sarebbe meglio che i contributi venissero pagati da tutta l’utenza scolastica. Vedo che è stato ribadito il concetto che chi lavora i soldi li ha, vorrei sottolineare che vi sono mamme, mogli di liberi professionisti e piccoli imprenditori, che i soldi li hanno e non pagano il contributo perché possono permettersi di accompagnare i figli a scuola fino al suono della campanella.
    Cordiali saluti