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Convegno mondiale
della pianura:
il “lascito” di Zavattini

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Nella foto, i relatori del convegno e, sopra, Cesare Zavattini

Sulle strade di Zavattini, per un convegno mondiale della pianura. Casalmaggiore ha accolto – sabato mattina in auditorium Santa Croce – immagini, racconti e ricordi legati ad uno dei più grandi personaggi della bassa padana: lo scrittore, sceneggiatore, commediografo, giornalista, poeta e pittore luzzarese Cesare Zavattini, che ha nello chef Arneo Nizzoli, imperatore della zucca e della festa in corso nel capoluogo casalasco, il depositario di un’idea messa nero su bianco nel 1972 proprio nel cinquantenario locale di Villastrada di Dosolo.

Un’idea stilizzata da Zavattini con una linea d’inchiostro su di un foglio d’osteria che Nizzoli conserva ancora, fra i tanti cimeli di un personaggio che, in quella sera di oltre quarant’anni fa, tra i vari commensali, ospitava anche il regista Mario Monicelli.

Dell’amore di Zavattini per il Po, per la pianura, per le sue terre sconfinate ed i suoi frutti, zucca compresa, hanno parlato non soltanto Arneo Nizzoli, ma anche il giornalista Rai Roberto Scardova, l’ex sindaco di Cremona Gian Carlo Corada (che si occupa di rubriche culturali per Rai5), l’avvocato Alfredo Gianolio, il senatore Alessandro Carri e il fotografo Luigi Briselli. Momenti di vita di un artista alternati a documentari, di Telereggio e Rai 5, con letture di alcuni suoi scritti: al leggio, Maurizio Toscani, uno dei quattro ‘Amici di Casalmaggiore’ che hanno voluto dedicare a Zavattini uno spazio all’interno della Festa della Zucca.

Dalle proiezioni e dai racconti proposti dai relatori, è emersa la figura di un grande uomo di cultura, figlio della bassa padana che, all’apice del successo (in Italia e nel mondo: sua la firma sugli oscar di De Sica con Sciuscià e Ladri di Biciclette), non mancava di ribadire il proprio legame con la pianura, col Po.

“Un grande genio della cultura, dell’arte, della letteratura, del cinema: tutto questo era Cesare Zavattini”: ha riassunto Roberto Scardova. “Il Po era la sua patria”: ha sottolineato Nizzoli, che di Zavattini ha messo in pratica diversi consigli. Della dimensione letteraria neorealista dello scrittore di Luzzara ha parlato Alfredo Gianolio, della volontà di realizzare una pubblicazione fotografica sul Po su proposta del genio luzzarese ha spiegato poi Luigi Briselli. Dal senatore Carri un elogio alla figura poliedrica di una penna talvolta invisa all’opinione pubblica e da Corada un richiamo all’impegno di tutti, per la conservazione e la diffusione del genio di Zavattini.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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