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Portanuova: “Apertura
nuovo Urp in contrasto
con delibera consiliare”

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Nella foto, la destinazione dell’Urp di Viadana

Continua a far discutere il nuovo sportello Urp di Viadana, ubicato in via Bedoli. In merito, la Lista Civica Portanuova precisa che “la decisione di procedere con l’apertura del nuovo sportello è un atto in contrasto con quanto deliberato dal Consiglio Comunale (organo superiore con mandato vincolante) che ha deliberato di bloccare questo trasferimento”.

“Previsto nel 2012 con contributo a fondo perduto che non è mai arrivato – prosegue la nota dei “civici” viadanese -, di fatto si smantella lo sportello URP progettato e finanziato nel 2010 dalla precedente Amministrazione per trasferirlo in locali esterni al Palazzo Municipale, quasi a voler preservare la “casa di tutti i cittadini” tenendo lontane le normali famiglie e gli utenti con i loro problemi, i loro disagi e le loro preoccupazioni. Neanche due anni e il Sindaco si è accorto che quanto fatto da Vice Sindaco non andava più bene e non era funzionale decidendo così di far spendere altri soldi ai cittadini anziché riqualificare l’attuale sede con molto meno e con la stessa qualità di servizio. Siccome poi i nuovi locali hanno un vincolo regionale a destinazione culturale si è pensato bene di abbinargli una Galleria d’Arte con esposizione di quadri, dipinti e altro che i visitatori potranno apprezzare gironzolando tra scrivanie, documenti, computer e magari tra utenti in fila per una carta d’identità, una pratica o una richiesta di contributo, alla faccia della privacy. La strada intrapresa da Sindaco e Giunta nel voler ignorare questa delibera, contro la volontà della sua stessa maggioranza,  è un’inaccettabile atto di prevaricazione  che, se confermato come illegittimo, comporterà ulteriori costi alla collettività, sia economici che politici. La sopravvivenza di questa Amministrazione ha un prezzo ormai troppo alto per la comunità viadanese ed è ora che chi continua a sostenerla turandosi il naso e prendendo calci negli stinchi si faccia carico di ripristinare le normali regole democratiche e l’interesse comune”.

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