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Furti di rame
nel bresciano, treni
in tilt nel casalasco

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Ancora disagi alla linea ferroviaria, ancora treni in ritardo. Ma questa volta il problema non è dovuto a sistemi operativi in tilt o alla gestione approssimativa del gestore, così come non riguarda la linea “maledetta” Mantova-Milano. In questo caso la tratta è la Brescia-Parma, che come noto passa da parecchi comuni del casalasco, come Piadena, San Giovanni in Croce e Casalmaggiore appunto.

Chi mercoledì mattina, in stazione a Casalmaggiore, ha notato che i treni arrivavano con mezzora di ritardo deve avere maledetto la solita giornata jellata da pendolari. In effetti la situazione era identica a quella vissuta tante altre volte. A cambiare, però, la causa del ritardo: un furto di rame avvenuto lontano dal nostro territorio Oglio Po, ma comunque in una zona che tocca la linea ferroviaria sopra citata.

Tra Ghedi e Montirone, nella notte tra martedì e mercoledì, sono infatti spariti alcuni fili di rame, la cui quantità e il cui valore ancora non sono stati resi noti. Sull’episodio stanno infatti ancora indagando la PolFer e la Questura di Brescia. Tuttavia, pur trovandosi Ghedi a quasi 80 km da Casalmaggiore, i treni in arrivo nel casalasco hanno subito ritardo, accumulando il cosiddetto effetto domino. Ritardo da 10 a 30 minuti, recita il comunicato delle Ferrovie dello Stato, che piazza a livello temporale il disagio tra le ore 6 e le 11 di questa mattina. Se a livello di orari ci siamo (si tratta comunque di una fascia molto frequentata, specie per chi va a scuola o al lavoro), sui ritardi qualche passeggero è pronto a giurare che si aggirassero anche attorno ai 40-60 minuti.

Otto in tutto i treni regionali coinvolti, tutti sulla tratta Brescia-Parma: per la precisione tre in arrivo da Brescia e cinque in arrivo da Parma. Cos’è accaduto, per la precisione? Il rame asportato ha costretto il personale di Rfi che gestisce la linea a manovrare le sbarre dei passaggi a livello manualmente. Di fatto questo ha costretto anche i macchinisti degli otto treni coinvolti (dalle 6 alle 11 appunto) ad applicare il protocollo di sicurezza, che impone di viaggiare, in prossimità dei passaggi a livello “problematici” (tra Ghedi e Montirone se ne trovano 3-4) a una velocità inferiore rispetto al limite già previsto. Treni a passo d’uomo o quasi, dunque, ed ecco spiegato il ritardo.

Per i passeggeri una nuova mattinata d’inferno. Con lo smacco che, questa volta, anziché prendersela con Trenord, hanno dovuto maledire gli ignori ladri che hanno agito protetti dal buio della campagna bresciana.

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