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Tenca, armistizio
per Vallari? “Idee diverse
ma andiamo avanti”

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Dietro una nuova replica, probabilmente l’ultima, del consigliere Giampietro Tenca a Marco Vallari, si legge anche una proposta di armistizio. Tenca resta sulle sue posizioni, ma in chiusura di comunicato sembra tendere la mano all’associazione della quale ha fatto parte per 40 anni e della quale, fino a prova contraria, ancora fa parte.

“Tutto ciò” scrive Tenca riferendosi al caos esploso in questi ultimi giorni “è solo il frutto di un franco colloquio sempre accuratamente evitato. Per 15 o più anni ho fatto il capo redattore del periodico “Casalmaggiore” e assicuro il Presidente che l’impegno non è stato certamente leggero (d’altronde uno fa quello che sa fare o crede di saper fare, perché io non sarei mai stato capace di organizzare la “Festa del cotechino”…). Per quanto riguarda poi il mio contributo dato alla Pro Loco in oltre quarant’anni di appartenenza, penso di essere ancora in vantaggio nei confronti del Presidente.

È appena il caso di ricordare che, qualsiasi proposta fatta da un Consigliere eletto dall’Assemblea, piaccia o non piaccia, va messa ai voti e non cestinata, sorte che invece è spesso toccata a priori  alle mie proposte; il Presidente non è titolare di nessun diritto di veto. Che io abbia paura poi è una solenne fandonia, perché molti miei interventi, che non ho mai smentito, sono stati regolarmente verbalizzati dalla segreteria della Pro Loco e sono sempre a disposizione di tutti”.

Tenca tocca anche un tasto delicato, quelle delle dimissioni, che qualcuno ha sotto sotto proposto al consigliere, che torna anche sull’invito all’incontro davanti a quello che lui stesso ha definito come “Tribunale dell’Inquisizione”. “Relativamente alle mie auspicate dimissioni nessuno potrà mai togliermi la libertà di una scelta che non è ancora maturata, e non intendo pertanto accogliere l’ossessivo invito ad un processo farsa organizzato solo nell’intento di umiliare qualcuno, nemmeno previsto dallo Statuto. Se vuole mi espella o mi mandi a prendere dai carabinieri… A lui la scelta”.

Dopo il picco polemico, però, ecco l’apertura, forse non evidentissima, ma comunque sensibile con Tenca che, tra le linee, sottolinea di avere ottenuto le risposte che aveva richiesto. “I miei interventi (giusti o sbagliati) hanno sempre avuto l’unico intento di tutelare la Pro Loco, mentre quelli del Presidente, quasi sempre, non hanno collimato con i miei (ma questo è il sale della democrazia). Recentemente il Presidente ha riottenuto la fiducia del Consiglio Direttivo, decisione che io democraticamente rispetto, e allora perché voler sempre riattivare il fuoco? Lui ha le sue idee, io ho le mie, che hanno avuto parziali chiarimenti solo in questa ultima fase, nessuno dei due le vuole cambiare, ma bisogna pur andare avanti. Respingo pertanto l’assurda idea d’essere essere il “Cardinale Mazzarino” della situazione e chiedo solo di essere lasciato in pace, per la mia tranquillità, per quella del Presidente e quella della Pro Loco che, credo, amiamo entrambi”.

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