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I mulini di Canneto
sull’Oglio diverranno
centrali idroelettriche

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I mulini ad acqua di una volta, fonti energetiche di oggi, anzi, di domani. A Canneto sull’Oglio, così come in diverse località del mantovano, del cremonese e del lodigiano, hanno elaborato un progetto di valorizzazione di antiche strutture costruite sul corso del Naviglio, affluente del fiume Oglio, che prevede la realizzazione di piccole centrali idroelettriche capaci di sfruttare il fluire dell’acqua per generare energia da poter poi rivendere con profitto grazie ai benefit previsti dagli incentivi statali.

Il tutto ruota – è proprio il caso di dirlo – attorno a due antichi mulini che il sindaco di Canneto, Pierino Cervi, da un paio di anni a questa parte ha immaginato di rimettere in moto. Se solo oggi siamo arrivati al dunque, alla presentazione in Provincia di Mantova della richiesta fatta insieme al Consorzio di Bonifica Garda Chiese, “è solo per i tempi biblici della burocrazia”, spiega il primo cittadino cannetese. “Forse riusciamo tirar fuori qualcosa da questa idea, che prevede lo sfruttamento di un ex mulino e di un salto d’acqua per la produzione di energia idroelettrica. Fermo restando che, in periodo estivo, l’acqua serve ad agricoltori e vivaisti per irrigare, quindi l’afflusso sarà comprensibilmente minore”.

L’opera permetterebbe anche la riqualificazione di due vecchi mulini dismessi, “da valorizzare anche con percorsi, passeggiate e altre iniziative accessorie”: spiega l’ingegnere Paolo Magri, del Consorzio di Bonifica Garda Chiese. “L’investimento sarà tra i trecento e i quattrocento mila euro per ogni impianto. Costi equamente suddivisi tra comune e consorzio. Le centrali produrranno l’una 40, l’altra 70 chilowattora. Gli utili? Riguardano la vendita dell’energia, che grazie agli incentivi statali previsti per le centrali a zero emissioni permetteranno di introitare anche 50mila euro all’anno”.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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