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Commissione mensa,
il regolamento
alla prova del consiglio

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La mensa comunale delle scuole di Casalmaggiore torna a fare parlare di sè, ma stavolta in via istituzionale. In un consiglio comunale, quello convocato per venerdì alle ore 21, tutto sommato di ordinaria amministrazione, infatti, il punto caldo riguarderà proprio l’approvazione del regolamento sulla commissione mensa. Una documento nato su pressante richiesta dei genitori degli alunni delle elementari, dopo il caso che aveva destato stupore e polemiche del ritrovamento di un verme nell’insalata servita a un bambino.

Il documento mira a regolare i rapporti tra commissione mensa, appunto, dipendenti comunali che gestiscono la refezione e anche figure istituzionali. Detto che molti dei genitori già componenti la commissione saranno presenti in consiglio comunale, le osservazioni pervenute in comune non sono poche. Alcune sono arrivate da Mariolina Federici, attuale presidente della Commissione Mensa che ha anche incontrato il Listone martedì per una riunione informativa sul tema mensa, altre da Giancarlo Simoni, che nei mesi scorsi ha lanciato una petizione per una mensa di qualità.

Tra tanti “emendamenti” proposti, alcuni accettati e altri no nelle controdeduzioni del capo settore servizi culturali e scolastici Roberta Ronda, ecco i più interessanti: respinta la richiesta di elevare da 8 a 16 il numero dei genitori della commissione mensa, perché secondo il comune il consesso sarebbe a quel punto troppo numeroso, tenendo anche conto della presenza di 4 docenti e 3 rappresentanti del servizio. Respinta la richiesta di non far rientrare tra i membri i rappresentanti di istituto, che invece dovrebbero affiancare (il condizionale dipende dalla votazione del consiglio) i rappresentanti del consiglio di classe. Per quanto concerne l’incompatibilità tra membro della commissione mensa e ruolo di genitore che sia anche dipendente dell’Asl o del servizio refezione, lo stesso conflitto d’interessi non potrà essere deciso a tavolino ma di volta in volta previa votazione.

E ancora: il sindaco, l’assessore alla partita e i dirigenti scolastici potranno partecipare alle riunioni della commissione (non si specifica però se potranno prendere parte alla votazione, particolare che i genitori chiedono di escludere), mentre è stata accolta la proposta di pubblicare i verbali delle riunioni di commissione sul sito del comune.

Particolare il passaggio sul ruolo di presidente e segretario: chi ha avanzato osservazioni ha proposto che solo i rappresentanti dei genitori potessero rivestire queste due cariche. Il comune ha risposto che anche i docenti potranno ricoprire questi ruoli, ma ha altresì escluso dagli stessi gli operatori del servizio e i componenti di diritto. Infine il capocuoco non sarà obbligato ad assaggiare le derrate alimentari (o meglio, il punto non è considerato abbastanza importante per divenire oggetto di regolamentazione), mentre il ritrovamento di corpi estranei potrà essere comunicato al presidente della commissione, anche se ogni altro adempimento sarà valutato a seconda dei casi dal responsabile del servizio. I membri della commissione mensa dovranno completare un ciclo di formazione.

E mentre a Casalmaggiore si arriva forse ad una soluzione (o comunque ad una tappa importante) di un problema molto sentito, l’assessore Regionale Gianni Fava, originario della nostra terra, ha proposto menù territoriali per le scuole della Lombardia. Per la precisione 25% del menù dovrà essere composto da prodotti tipici della provincia in cui si trova la scuola; per il 25% da prodotti lombardi; per il 25% da prodotti italiani: un’idea che per certi versi ricalca le richieste dei genitori, che hanno fatto partire la loro battaglia parlando di filiera corti e di alimenti di qualità e stagionali. Con l’idea di Fava a questo punto potrebbero divenire anche territoriali…

Giovanni Gardani

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