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Riscaldamento globale,
Segalla: “Vicini a soglia
di non ritorno”

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Nel riquadro, Paolo Segalla

“Dieci anni per salvare il pianeta”: a dirlo sono gli scienziati Onu, a spiegare i perché di tale affermazione ha pensato Benito Fiori del circolo Ambiente e Scienza di Cremona, relatore nell’incontro organizzato in biblioteca a Casalmaggiore dalle associazioni Persona-Ambiente e Salviamo il Paesaggio, e dai comitati contro le autostrade Cremona-Mantova e Tirreno-Brennero.

All’origine di tutto, il riscaldamento globale, tema approfondito con filmati che verranno a breve organizzati e messi a disposizione degli studenti e degli insegnanti delle scuole casalasche interessate ad una questione sempre più drammatica. “Si tratta di un patrimonio di video e informazioni straordinario – spiega Paolo Segalla, tra gli organizzatori dell’incontro – che andrà strutturato e poi messo a disposizione di tutti. A cominciare dai più giovani”.

“Parlare dei rischi relativi al riscaldamento globale è d’importanza cruciale”. Dalle argomentazioni di Benito Fiori è emerso come il quadro generale sia preoccupante e di quanto tutto stia avvenendo nel silenzio. “Nessuno ne parla – prosegue Segalla -. Noi lo facciamo con un’idea precisa: cambiare il modo di rapportarsi al territorio e all’ambiente, dalle scelte politiche al più generale percorso di crescita terrestre. Serve sostenibilità e la gente deve prendere coscienza di una situazione che avrà conseguenze spaventose”.

“Ad oggi – chiosa Segalla – sono state superate le 400 parti per milione di CO2. Nel giro di dieci anni gli scienziati dell’Onu calcolano che il riscaldamento globale possa far innalzare il dato a 460 ppm”: un livello che gli esperti definiscono ‘soglia di non ritorno’.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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