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Rotary, Beatrice
Ghillani: “Chiudere il GdP?
Serve altrove, non qui”

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La dottoressa Beatrice Ghillani, giudice di pace nella sede di Casalmaggiore, è intervenuta mercoledì sera al Ristorante La Clochette di Solarolo per affrontare il tema della soppressione degli uffici giudiziari periferici, e in particolari quelli dei giudici di pace, e loro cause ed effetti. Anche Casalmaggiore, come le vicine Viadana e Bozzolo, è vittima di questa nuova scure che si abbatte sui servizi decentrati e che si chiama spending review.

La dottoressa Ghillani, ospite del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po presieduto da Leonardo Stringhini, era accompagnata dal marito, l’avvocato di origini cremonesi Federico Silvestrini.

Innanzitutto il magistrato ha illustrato i contenuti del decreto legislativo che interessa la soppressione dei tribunali minori, e che interessa non solo i giudici di pace, come sanno bene a Crema, dove il locale tribunale da settembre è stato accorpato a Cremona. «Sono 674 – ha detto la Ghillani – gli uffici che in base al decreto saranno soppressi, con oltre 2000 giudici di pace che saranno spostati nei tribunali di riferimento». Le cause, ha spiegato, sono da ricondurre al consueto tentativo di tagliare le spese, un risparmio economico (tutto da verificare) dovuto alle sedi, alle spese di mantenimento e alla possibilità di “dirottare” almeno il 50% dei dipendenti di cancelleria nei tribunali ordinari, facendo così fronte indirettamente ai pensionamenti. La decisione fu presa dal governo Monti (ministro della Giustizia era Severino), e di indubbio al momento ci sono le difficoltà create ai cittadini, per i quali è facile prevedere non solo trasferte ben più lunghe ma spese in aumento (ad esempio per gli avvocati) e iter giudiziari più lunghi. «Il Ministero si è reso conto di ciò – ha proseguito la dottoressa Ghillani – ed ha previsto una scappatoia coivolgendo gli enti pubblici, che hanno l’opportunità, anche consorziandosi, di mantenere l’ufficio accollandosi però tutte le spese, a parte naturalmente lo stipendio del giudice», che terzo deve rimanere.

E’ la strada tentata, lo ricordiamo, da Casalmaggiore assieme a Viadana e Bozzolo, coinvolte dallo stesso problema. La solita burocrazia ha poi sbarrato la strada, poiché si tratta di due province differenti. Casalmaggiore e Bozzolo hanno così rinunciato alla sede, mentre Viadana la manterrà a proprie spese e recentemente è stata anche individuata la nuova sede (l’ex Stu). «Il termine per decidere era lo scorso 29 aprile, e di lì a un anno (scadenza 29 aprile 2014) gli uffici dovrebbero decadere, accorpati alla sede circondariale di riferimento, cioé Cremona».

Essendo un decreto legislativo, la validità non dovrebbe essere messa in discussione nemmeno da un’eventuale caduta del governo Letta, anche se non è da scartare l’ipotesi che si decida di modificarne i contenuti. Il motivo lo ha spiegato la stessa Ghillani: «Una maggiore attenzione avrebbe forse portato ad una scelta più ponderata: nella nostra provincia ci sono solo le sedi di Casalmaggiore e Soresina, in altre province sono molte di più, ed è comprensibile che parecchie debbano essere accorpate». In alcune regioni soprattutto al sud ogni centro di medie dimensioni ha un ufficio di giudice di pace, e su questo si potrebbe intervenire. Sino a che non ci sarà la chiusura vera e propria dunque è lecito nutrire qualche piccola speranza.

La bella serata si è conclusa con una serie di domande formulate dal pubblico presente.

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