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Stazione, arriva
il cleaning service. Ma
la spending review?

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Sempre più complicato comprendere i meccanismi che guidano le scelte di chi ha deciso di intraprendere la strada, ormai diventata di moda, della spending rewiev. In stazione a Casalmaggiore ad esempio si taglia sul personale, si toglie la biglietteria, non si verniciano le pareti ricoperte di scritte oscene ma si spendono allegramente i soldi in altro modo.

Stavolta non parla di guasti né di treni in ritardo o di carrozze obsolete ma del servizio di pulizia nei luoghi dove rimangono in attesa e transitano i passeggeri. Da alcuni giorni una ragazza di San Giovanni in Croce che da tempo cercava di tenere pulito la stazione di Casalmaggiore non c’è più, “lasciata a casa senza motivo apparente” come spiega un responsabile. Al suo posto, per eliminare cartacce e cartoni bisunti di pizza abbandonati nella sala d’aspetto, è arrivato un uomo con tanto di pettorina fosforescente recante la scritta “Cleaning service” sul dorso.

L’operatore ecologico, di origini ecuadoregne, è stato “prelevato” da Genova dove svolgeva analogo servizio e dirottato a Casalmaggiore con il compito di tenere pulite oltre a quella di Casalmaggiore anche le stazioni confinanti, ovvero Piadena, San Giovanni in Croce, Colorno e Torrile. Al di là della paga oraria, legittimamente concordata con i sindacati, all’uomo vengono versate una trasferta di 40 euro giornaliere (con viaggio omaggio, si presume) oltre al rimborso dell’alloggio individuato presso l’Hotel Bifi, che considerando la categoria non costa meno di 60-80 euro a notte.

Occorrerebbe a questo punto capire se in tempi di risparmio e scarsità di risorse sia necessario spendere tutti questi soldi per mantenere un servizio di pulizia che sino a pochi giorni fa era affidato ad una incaricata residente nella zona, che quindi non aveva bisogno di alloggiare in albergo. Per completezza d’informazione va aggiunto che l’uomo delle pulizie per gli spostamenti ha necessità di un altro dipendente che lo trasporta in auto: a questo punto sono dunque due le persone da retribuire.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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