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Cosplay che passione
Anche nell’Oglio Po prende
piede il fenomeno

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Nella foto alcuni cosplayer presenti a Lucca

Quello dei cosplayer è, in fin dei conti, un universo a parte. Perché si può essere cosplayer, ossia “imitatori” umani di un mondo creato dai fumetti (ultimamente americani, anche se tutto parte dai manga e dagli anime giapponesi), vivendo una vita da avvocato, da medico, da imbianchino, etc. O da studentessa universitaria, come Amelia Grassi da Casalmaggiore, che a 22 anni, al Lucca Comics, ha vissuto la sua prima esperienza come cosplayer. “Prima avevo quasi vergogna a dirlo” spiega Amelia “. Tutti ti dicono che dopo una certa età non è più tempo di giocare e perdere tempo in sciocchezze. La verità è che ognuno ha la sua passione e, se si è in grado di ritagliare il giusto tempo senza trascurare gli impegni quotidiani, non si fa del male a nessuno”.

Il fenomeno del cosplay nel territorio Oglio Po è per il momento abbastanza sotterraneo, anche se i fans non mancano (basta cercare su Facebook, ad esempio). “So che un po’ di seguito c’è, anche se a Lucca non ho visto molti conterranei” racconta Amelia “e infatti sono andato con una mia amica di Parma: abbiamo fatto coppia, io vestita da Medusa e lei da Aracne, due streghe del manga “Soul Eater”. Un fumetto che ho amato di recente, grazie proprio a queste compagne di università. Siamo state stiliste e sarte, con l’aiuto di mamma e zia. In realtà i nostri abiti erano abbastanza semplici, con una base nera, un cappuccio e alcuni ricami autoprodotti. Per essere la prima volta ce la siamo cavata bene, anche se a Lucca abbiamo potuto ammirare artisti che passano mesi per arrivare preparati all’appuntamento, creando autentici capolavori”.

Amelia non è una collezionista di manga, “ma ne leggo spesso su internet, poi se qualcosa mi interessa passo all’acquisto. Non mi definisco una fanatica, ma l’idea di provare mi divertiva. Peraltro il Lucca Comics è organizzato benissimo: partivano autobus da tutta Italia, noi l’abbiamo preso a Parma e, sabato scorso, siamo andati e tornati in giornata”.

I vestiti da cosplayer si acquistano in genere on line, spiega Amelia, anche se in zona va detto che un ragazzo di Viadana, Daniele Carlo Caramaschi, figlio di Luigi, compianto direttore della “Gazzetta del Po”, cura la rivista “La Gazzetta del Cosplay”. Un modo per far conoscere quella che è una via di mezzo tra moda e stile di vita. Più semplicemente un universo parallelo fatto di divertimento, che sfrutta cultura pop e fumetti intesi, per dirla con Max Gazzè, come “minore letteratura”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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