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“Il verso può cambiare
se c’è una pressione
forte dal basso”

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Nella foto, l’incontro pro-Renzi in Santa Chiara con Corada e Toscani

Cambiare verso: questo il mantra a cui si appellano i sostenitori di Matteo Renzi anche a Casalmaggiore, dove venerdì sera s’è tenuto il primo incontro casalasco pro-sindaco di Firenze, in vista delle primarie del Partito Democratico in programma l’8 dicembre. Voluto dal ‘renziamo’ della prima ora Luciano Toscani, l’appuntamento ha avuto come ospite Giancarlo Corada, ex presidente dell’ente Provincia di Cremona ed primo cittadino all’ombra del Torrazzo. “Non si tratta di fondare comitati, ma di creare un punto di riferimento per tutti quei cittadini che intravedono in Matteo Renzi una possibilità concreta di cambiare verso, di cambiare il paese”: ha esordito Toscani, di fronte ad un pubblico formato da alcuni esponenti del Pd casalasco (compreso il segretario del circolo di Casalmaggiore, Edoardo Borghesi), diversi ‘listoniani’ (in primis Carlo Sante Gardani), un membro dell’amministrazione comunale casalese (Calogero Tascarella), il sindaco di Scandolara Ravara Gianmario Magni, accompagnato dall’assessore Velleda Rivaroli, alcuni commercianti e rappresentanti del mondo associazionistico di Casalmaggiore e Gianluca Savoldi del comitato pro-Renzi di Crema.

“Autorottamato da un anno”: così si è definito Corada venerdì sera in Santa Chiara, location che già fu teatro di un primo contatto fra Toscani e l’ex sindaco di Cremona, quando l’uno era primo cittadino di Casalmaggiore e l’altro presidente della Provincia. “Non possiamo defilarci. Se non ci occupiamo di politica, è la politica ad occuparsi di noi”: ha spiegato Corada, rimarcando il rigetto personale per i costi, privilegi e vitalizi di politici e burocrati. “Serve che l’8 dicembre la gente vada a votare, per questo mi piange il cuore sapendo che Prodi ha affermato di non voler partecipare al voto: è un messaggio sbagliato”. Corada si è poi soffermato sulle mozioni dei vari candidati alla segreteria del partito: “Tutti presentabili, di qualità, con mozioni articolate che, se condensate, costituirebbero un fior di programma. Ma non si può fare un puzzle, quindi ecco perché ho scelto Renzi: per l’ottimismo della premessa, per definizioni quasi ‘veltroniane’ come quella di un ‘bipolarismo gentile ma netto’, nel quale le larghe intese sono un’eccezione, non una regola. Per Renzi il partito è un mezzo, non un fine. Stiamo parlando di una cosa diversa rispetto al Pd degli ultimi anni: si tratta di una concezione del partito più aperta, ma comunque fondata su principi chiari”.

Corada ha poi parlato di costi della politica: “Sui quali Renzi non fa demagogia come alcuni hanno insinuato. Abbiamo l’apparato burocratico più pagato al mondo”. “Il programma di Renzi parla di cose concrete, parte dalla scuola, dal lavoro, dalla giustizia, dall’ambiente”. “Alcuni attaccano Renzi sostenendo che non sia di sinistra: io credo invece – ha puntualizzato Corada – che ‘sinistra’ significhi autonomia culturale, che Renzi incarna alla perfezione andando nella direzione di una sinistra democratica ed europea, da allargare a tutte le forze progressiste riunite sotto il versante del riconoscimento dei diritti”.

Non è la panacea di tutti i mali dell’Italia, Renzi: “ma è di certo garante di un cambiamento”, ha precisato Corada, a cui hanno fatto eco alcuni dei presenti che oltre al sindaco di Firenze non vedono altri orizzonti percorribili per il paese, se non quelli del fallimento e di una rivoluzione. “Renzi è l’unico che possa darci un po’ di speranza”: ha ribadito Toscani, che si è soffermato poi sulla riorganizzazione della spesa pubblica (“il nostro apparato pubblico ha un’organizzazione che risale all’età napoleonica”). Renzi, secondo l’ex sindaco di Casalmaggiore, più che rottamare ha in mente di riparare la macchina pubblica italiana.

Sulla speranza di un cambiamento profondo ma ponderato si è poi concentrato un primo intervento dal pubblico, a cui hanno fatto seguito le perplessità di un commerciante, il richiamo ad una maggior trasparenza del partito stesso fatto da Luigi Vezzosi del circolo Pd di Martignana di Po (dove è forte la corrente ‘renziana’), sulla necessità di recuperare i giovani nell’impegno civico evidenziata dal ‘listoniano’ Carlo Sante Gardani e su alcuni punti fermi del programma renziano evidenziati da Maurizio Toscani. La chiosa, è spettata a Corada: “L’esempio di un cambiamento non ci arriverà dall’alto, da questa classe politica. Il verso può cambiare se c’è una forte forma di pressione dal basso”.

Simone Arrighi

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