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Casalmaggiore, Piazza
Vecchia a 13 anni
ha già le rughe

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A Casalmaggiore, Piazza Vecchia si “scarfoglia”: dicono così, mutuando il verbo dal dialetto, gli anziani che passano dietro il comune, e non solo loro. Il problema è sempre più sentito anche dai giovani, specie da chi è di passaggio o da chi vive in zona. Beninteso, non certo da chi sporca, lasciando graffiti e segni della propria imbecillità, prima che della propria presenza.

Era il giugno 2000, primo giovedì d’estate, quando Piazza Vecchia venne inaugurata nella sua nuova veste. “E a mio avviso” racconta Luciano Toscani, che allora era sindaco di Casalmaggiore “a livello estetico ha ancora un suo perché: prima del 2000 era molto peggio. Riuscimmo anche a recuperare i posti macchina persi grazie al nuovo e vicino parcheggio delle ex scuole elementari. Certo, alcuni materiali, come il cotto che compone le strade che stringono verso il monumento di Brunivo Buttarelli, meriterebbero attenzione e manutenzione: sono preziosi”.

L’intervento di ristrutturazione costò 170mila euro circa, di cui due terzi arrivati a fondo perduto dalla Regione Lombardia. Adesso il cotto si sgretola (o si “scarfoglia”, appunto), sul monumento di Buttarelli sono comparsi graffiti e scritte volgari, un pezzo di rialzo del vascone centrale è spezzato e, soprattutto, l’acqua dalla scultura non sgorga più. Da anni. “La scultura era pensata per funzionare proprio con l’acqua 24 ore su 24, per essere viva. Sì” ammette Toscani “all’epoca ci fu un problema sottovalutato a livello idraulico, un calcolo fatto male, bastarono pochi millimetri di dislivello. Abbiamo dovuto spegnerla, perché usciva schiuma o non usciva nulla”.

Da allora più nessuno ha fatto nulla e così, al problema estetico, s’è aggiunto il problema funzionale. La piazza si rovina anche perché, ospitando il mercato del sabato con le sue bancarelle, il cotto subisce pressioni importanti e si frantuma più facilmente. E perché, regola non scritta della scienza antropologica, un ambiente poco curato attira maggiore incuria e degrado. Non tutto è da buttare, ci mancherebbe, basta non fare finta di nulla.

La dedica di Brunivo Buttarelli era per il Po e il paesaggio padano. “Speriamo di no” ha sdrammatizzato qualcuno “altrimenti tra qualche anno siamo tutti terremotati e al Po chiudono i rubinetti”. E speriamo, aggiungiamo noi, che qualcuno non inciampi nei buchi tra i sentieri di cotto, una sorta di “acne” giovanile, dato che Piazza Vecchia, che meriterebbe più attenzione, così vecchia, in realtà, non è.

Giovanni Gardani


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