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La Santa Federici
aspetta tre pulmini:
“Forse ne arriva uno”

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Tre nuovi mezzi per la Santa Federici, cooperativa di Casalmaggiore che cura una quarantina di ragazzi con disabilità più o meno gravi, sarebbero dovuti arrivare a breve in favore dell’associazione. Ma la verità è che, per dirla con il presidente della stessa cooperativa Leopoldo Oneta, “è già buono se ne arriva uno”.

Tante promesse, non tutte mantenute. Non è tutto già perduto, per la verità, ma il tempo stringe sempre di più e il rischio di vedere naufragare il progetto si fa sempre più concreto. Tre percorsi diversi, come detto. Il primo passa dall’Anmic, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, di Cremona, della quale Oneta fa parte: l’Anmic fa riferimento a Europa Servizi Spa per Mg (Mobilità Gratuita), che si è impegnata, nel corso di un anno, a raccogliere fondi per il progetto di mobilità gratuita. Tradotto: grazie agli introiti messi insieme dai volontari e al contributo generoso dei cittadini viene acquistato un mezzo di trasporto, un Fiat Doblò per la precisione, da concedere in comodato d’uso gratuito per quattro anni. La raccolta scade però a fine gennaio 2014 e proprio qui sorge il problema: pare infatti che sia stato raccolto meno di un terzo dei fondi, tanto che la Spa ha spiegato che, se non si riuscirà ad alzare vertiginosamente il livello economico dei contributi, tutti i soldi già versati saranno restituiti ai proprietari. Per la Santa Federici, dunque, il rischio serio è di restare senza pullmino.

La seconda strada porta al Concass, Consorzio Casalasco Servizi Sociali, che vorrebbe fornire un nuovo mezzo alla cooperativa per il trasporto alla Casa del Sole. “Quello che abbiamo sta tirando gli ultimi” spiega Oneta “e un ricambio è assolutamente necessario”. Anche qui, però, i problemi emergono e sono sempre riferiti a chi si fa carico della raccolta fondi (dunque non a chi appalta la stessa in fiducia), in questo caso la Mgg Italia Spa (Mobilità Gratuita Garantita), dichiarata fallita e i cui vertici sono per di più in carcere. Quest’ultima operazione era partita precedentemente rispetto alla prima illustrata sopra, ma già a maggio 2012 la Spa era stata sequestrata dall’autorità giudiziaria. Anche qui, insomma, non se ne fa nulla.

Resta una terza strada. “E ci siamo arrangiati” illustra Oneta “inoltrando alla Fondazione Cariplo una domanda per la compartecipazione al 50% dell’acquisto di un mezzo di trasporto: il restante 50% lo metteremo noi come cooperativa, perché comunque, un paio dei nostri pullmini vanno sostituiti al più presto, prima che ci lascino a piedi”.

Chi fa da sé fa per tre. In barba, è il caso di dirlo, a forme volontarie o involontarie (ma comunque deleterie) di “mala-solidarietà”…

Giovanni Gardani

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