Commenta

Duecento amici
in preghiera per Gabry
E lei esce dal coma

gabry-listone_ev

Le luci spente, anche quelle delle comete più vicine all’Albero di Natale di piazza Garibaldi, la giostrina dei cavalli vicino all’edicola storica che smette di girare, dieci minuti di grande compostezza. E dieci Ave Maria, che la famiglia ha espressamente richiesto agli amici di Gabriela, la 27enne casalese che lotta nel reparto Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma, dopo il frontale che, il 1° dicembre, ha costretto i medici a tenerla in coma farmacologico.

Una piccola cerimonia particolarmente suggestiva, che ha raccolto tra le 19 e le 19.10 di martedì quasi 200 persone tra amici, parenti o anche semplici conoscenti che hanno voluto manifestare vicinanza ai genitori e alla sorella di Gabriela, riunendosi sul Listone di piazza Garibaldi. Un momento che ha avvicinato gente comune e politici, di maggioranza e di minoranza, oltre al parroco don Alberto Franzini, che al termine dei dieci minuti di silenzio ha chiesto che tutti recitassero dieci Ave Maria, prima di sciogliere l’assemblea in un lungo applauso. Le luminarie di piazza Garibaldi sono state spente appositamente dalla Pro Loco per l’occasione e qualche curioso ha chiesto cosa stesse succedendo, ricevendo le pazienti spiegazioni, rigorosamente sotto voce per non interrompere l’atmosfera composta.

Dopo il saluto, le 200 persone in piazza se ne sono potute andare pervase di ottimismo: uno dei parenti ha infatti riferito che Gabriela ha aperto gli occhi, è uscita dal coma indotto, ha risposto alle prime sollecitazioni dei medici e ha pure pronunciato qualche parola. Dopo oltre due settimane di buio è questa la luce più bella giunta da Parma. Nessuno si sbilancia, molti continuano a pregare: e la catena umana che alla recita delle Ave Maria si è presa per mano, recitando la propria richiesta di aiuto indirizzata molto in Alto, è idealmente arrivata fino a Parma, in quella stanza d’ospedale. Un momento commovente, che da martedì sera ha un motivo in più per proseguire: la speranza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti