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Torricella e Gussola.
Il sindaco Sacchini:
“Non è una fusione”

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Nella foto, il sindaco di Torricella del Pizzo Emanuel Sacchini

TORRICELLA DEL PIZZO – «Unione non è fusione, anzi aggregare le sole Torricella e Gussola sarebbe insufficiente. Inoltre abbiamo deciso di far slittare l’accordo di sei mesi». Il sindaco di Torricella del Pizzo Emanuel Sacchini frena sull’unione di Comuni che si sta realizzando con Gussola, anche per qualche perplessità sorta in paese, non tanto sulla bontà della scelta di legarsi a Gussola, con cui sono gestiti in forma associata già oggi parecchi servizi e c’è anche un’unione parrocchiale già definita, ma piuttosto sulle modalità.

«Una cosa è certa – promette Sacchini -, ed è che prima di fare qualsiasi passo coinvolgeremo i cittadini». Ed il primo incontro è già quasi programmato: domenica 26 gennaio, secondo weekend della “Festa del Pipén”, dovrebbe tenersi un incontro pubblico al Palatenda in piazza dove assieme ai consiglieri comunali di Torricella saranno inviatati anche quelli di Gussola, per informare la gente su cosa cambierà.

Torricella è molto più piccola di Gussola, circa un quarto degli abitanti, e quello che si teme è ovviamente un assorbimento che possa trasformarla in frazione di fatto.

«Entro fine 2013 avremmo dovuto gestire in modo associato tutti i servizi, ma l’applicazione della legge è stata prorogata di sei mesi. La decisione di procedere con l’unione nasce da qui, e l’accordo riguarderà quei servizi già gestiti in forma associata. Le norme favoriscono i comuni che assieme superano i 5000 abitanti, o quelli che uniscono un comune ad un altro che ha almeno il quadruplo degli abitanti, e seppur di poco è il nostro caso». I circa 700 abitanti di Torricella e i 2800 di Gussola porterebbero il totale a 3500. «Al di là della deroga al patto di stabilità e dei vantaggi economici derivanti dall’unione – prosegue Sacchini – diventerebbe più semplice anche la gestione del personale. Gussola avrebbe voluto chiudere l’accordo entro il 31 dicembre, lo faremo il 30 giugno, e porteremo avanti il discorso in gennaio. Non cambierà nulla gestiremo i servizi in unione, senza costi aggiuntivi. A Gussola siamo legati per vari motivi, ciò non impedirà poi di allargare l’accordo ad altri comuni, diciamo che questo è un primo passo che ci tutela dal punto di vista normativo. E teniamo conto che il governo ha solo per il momento accantonato il tema delle fusioni di Comuni».

Sulle perplessità avanzate da qualcuno: «Riguardano soprattutto il fatto che l’unione andrebbe allargata ad altri paesi, ma è nostra intenzione farlo».

Altro tema, più “gussolese”: il sindaco Marino Chiesa è in scadenza di mandato, rischiate di firmare l’accordo e pochi giorni dopo trovare un altro interlocutore. «Vero, ed è per questo che per arrivare all’accordo non coinvolgeremo solo Chiesa, ma anche quelli che saranno eventuali altri candidati a sindaco. E’ un percorso che va condiviso il più possibile».

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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